Sfiducia a Lupo nel Pd, Cracolici e Papania non cedono

La mozione sarà discussa e votata l’11 marzo. Malgrado gli appelli della segreteria nazionale all’unità in vista delle elezioni le due correnti contrarie al segretario non hanno fatto passi indietro

PALERMO. La mozione di sfiducia al segretario Giuseppe Lupo sarà discussa e votata l’11 marzo. A meno di sorprese, è questa la data individuata ieri dal presidente dell’assemblea del partito, Enzo Napoli, al termine di un informale giro di consultazioni telefoniche con i leader delle correnti del Pd. Malgrado gli appelli della segreteria nazionale all’unità in vista delle elezioni, le correnti Cracolici-Lumia e Genovese-Papania non hanno fatto passi indietro.
La votazione avverrebbe così a una settimana di distanza dalle primarie, quando già l’area Lupo e le due correnti rivali si saranno misurate sui rispettivi candidati: Rita Borsellino (forte di un appoggio di Idv e Sel) per la prima e Fabrizio Ferrandelli (propenso ad allargare poi l’alleanza al centro) per le aree che hanno promosso la sfiducia. Per Bersani «la Borsellino è una figura significativa per battere la destra. Non sono preoccupato di ciò che accade a Palermo».
Proprio la svolta a sinistra di Lupo è il motivo che ha spinto Cracolici e Genovese alla sfiducia. Per Maurizio Migliavacca, braccio destro di Bersani inviato a Palermo lunedì sera, la sfiducia «in questo momento è inopportuna, bisognerebbe concentrarsi prima sulla primarie e poi sulle elezioni per vincere al primo turno». Migliavacca, e dunque Bersani, hanno sposato la linea Lupo. L’esito del vertice di lunedì sera ha fatto perdere ai presentatori della mozione il sostegno dell’area Mattarella-Crisafulli, secondo cui l’apertura a sinistra non è un errore. Mattarella e Crisafulli restano però critici nei confronti di Lupo per la gestione del partito e da tempo non votano più a suo favore nelle normali direzioni regionali.
La tensione sale ogni giorno: ieri si è dimesso Antonio Rubino (area Cracolici) dal ruolo di presidente del comitato organizzativo delle primarie: al suo posto c’è già Domenico Pirrone.
Formalmente l’11 marzo si riunirà l’assemblea del partito con all’ordine del giorno la mozione. Scatta dunque, da parte di Lupo, il pressing sui 188 firmatari della richiesta di convocazione per far ritirare il sostegno alla mozione. Lo statuto del Pd prevede che in caso di approvazione della mozione il segretario decade e si va a congresso ma prima viene nominata una commissione di garanzia, che potrebbe guidare il partito per alcuni mesi. Uno scenario che vedrebbe ogni corrente, compresa quella di Lupo, indicare un rappresentante. L’unico caso in cui è prevista la contestuale elezione di un segretario (comunque non obbligatoria) è quello delle dimissioni di Lupo durante o prima l’assemblea dell’11 marzo. Secondo indiscrezioni, gli ex margheritini starebbero lavorando per riportare Francantonio Genovese alla segreteria regionale con Cracolici che manterrebbe il ruolo di capogruppo.

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