Renga: "Celentano? Un sermone di 50 minuti fuori luogo"

Il cantautore interviene sulla prima serata di Sanremo: i nostri diritti non sono stati tenuti in considerazione. L’incognita del molleggiato fattore “C” ha pesato su tutto il Festival e sulla qualità della nostra esibizione canora

SANREMO. È una voce importante nel contesto musicale italiano. E il testo di Francesco Renga è uno dei più complessi e belli della 62esima edizione del Festival di Sanremo. Si chiama “La tua bellezza” e ha una struttura musicale ricca che poggia su un testo pieno di riflessione. Non è banale. Anzi, tutt’altro. E, per difendere i diritti dei cantanti in gara, ha detto la sua ieri sera con ingenua semplicità e schiettezza. Reduce da questa polemica accesa per il sermone irriverente di Celentano e citato da Mazzi in conferenza stampa come “uno che parla troppo di cose che non gli riguardano”, ha dato fastidio creando polemiche che fa scivolare, senza pensarci troppo. Canzone inserita all’interno del disco Fermoimmagine (Universal Music) che esce oggi in due versioni, la standard con 17 brani e la deluxe del doppio cd con 33 brani. All’interno, oltre al brano in gara, altri due inediti: “Ho ma non ho” e “Senza sorridere”. Quest’ultimo album è un’autobiografia in musica, un viaggio attraverso la sua vita musicale e la sua vita vissuta.

ENTRIAMO SUBITO IN MEDIAS RES. LA POLEMICA CON CELENTANO E LE PAROLE DI MAZZI?
Io voglio essere messo in grado di potere fare al meglio il mio lavoro. Lungi da me entrare nell’organizzazione del Festival di Sanremo. La risposta di Mazzi è stata pretestuosa. Mi sembrava semplicemente esagerato un intervento di quel tipo in una kermesse come Sanremo, dove ci sono degli artisti in gara che devono essere messi in grado di esercitare la loro professionalità nel migliore dei modi. Un sermone di cinquanta minuti era fuori luogo e i nostri diritti non sono stati tenuti in considerazione.

ABBIAMO NOTATO SBAVATURE DOVUTE FORSE A QUALCHE PROBLEMA DI AUDIO. POI VI RIPRENDEVATE NEI RITORNELLI. COM’È POSSIBILE DOPO TANTI GIORNI DI PROVE?
I problemi tecnici possono accadere in tutte le manifestazioni. Nel momento in cui si fa uno spettacolo nello spettacolo, però, si deve rimettere tutto in discussione incidendo notevolmente sull’aspetto tecnico del Festival. Quando si devono cambiare microfoni, luci, suoni, musica, per fare un altro spettacolo tutto diventa complicato. L’incognita del molleggiato fattore “C” ha pesato su tutto il Festival e sulla qualità della nostra esibizione canora. Sul palco, ieri sera, il suono era proprio diverso da come avevo provato io.

CHI È “LA TUA BELLEZZA”?
Non è nessuno nello specifico e non è una dedica. Racconta la voglia di bellezza che ho in generale e che ha il Paese. Partendo da una figura femminile per antonomasia che si spoglia per elevarsi in alto, raffigura una bellezza non solo estetica ma oggettiva e ancestrale. Senza scomodare Dostoevskij credo nel potere salvifico della bellezza. Essa sta negli occhi di chi ci guarda e se non la vediamo è perché siamo diventati più brutti noi.

TESTO BELLO E MUSICA CORPOSA. È NATA PRIMA LA MUSICA O IL TESTO DI QUESTA CANZONE?
C’è stato un lavoro simbiotico a tre. Un ensemble di esperienze che mi ha arricchito. Ho lavorato in modo corale per la prima volta con Diego Mancino e Dario Faini. Un incontro molto interessante. Mi è sembrato giusto portarla a Sanremo perché segna il futuro del mio percorso artistico.

COSA C’È DEI TIMORIA NEL RENGA DI OGGI?
In questa canzone c’è molto di quel Renga. “La tua bellezza” sintetizza molto bene le varie anime che hanno caratterizzato i miei passi. C’è molto di quel rock energico e veemente. Così come c’è una scrittura vicina alla canzone popolare italiana, che ho omaggiato con Orchestra e Voce, con vocalità classiche e spinte risalenti alle origini del song italiano. Elementi che ben sintetizzano il mio lavoro.

C’È, SECONDO TE, UNA CRISI DEL CANTAUTORATO ITALIANO?
Non so se c’è una crisi del cantautorato italiano. Fare musica è un’urgenza, sorpresa di un’emozione che ti spinge a scrivere qualcosa. Scrivere una canzone è questo. E di canzoni belle ce ne sono tante. C’è senza dubbio una crisi di mercato. L’artista prelude il sentire che lo circonda. Per esempio, parliamo di bellezza perché credo che lo chieda il Paese.

E IL DUETTO CON SERGIO DALMA?
Incontro artistico nato durante la promozione di Orchestra e Voce con un progetto partito da Madrid. Lui è un cantante famosissimo in Spagna e in sud America. E fa quello che ho fatto io con quel progetto in spagnolo, omaggiando la canzone italiana. Abbiamo scelto Il mondo perché lui aveva già registrato il pezzo ed è una canzone che doveva essere inserita in Orchestra e Voce. Non è stato possibile farlo allora e quindi sono stato contento di farlo adesso.

E PER VENERDÌ L’ARRANGIAMENTO RIVISITATO DE “LA TUA BELLEZZA”?
Il risultato? Una canzone sorprendente. Gli arrangiamenti sono stati curati dal coro rock Scala& Kolacny Brothers con cui duetterò. Secondo me, una bellissima versione.

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