Migliore, cassa integrazione per i 269 dipendenti

Un declino cominciato da circa tre anni, per la crisi ma anche per la concorrenza di centri commerciali e negozi del settore multimediale e di bricolage

PALERMO. Migliore mette in cassa integrazione straordinaria per un anno 269 dipendenti. Le avvisaglie c'erano tutte. Punti vendita svuotati della merce, pochi clienti, stipendi non pagati, un declino cominciato da circa tre anni, vuoi per la crisi ma anche per la concorrenza di centri commerciali e negozi del settore multimediale e di bricolage che hanno accerchiato il negozio di viale Regione Siciliana. Debiti e problemi con banche e fornitori.
C'è sempre il grande progetto, il nuovo format di vendita concepito dentro una nuova struttura, rimasta al momento un’incompiuta. Un investimento immobiliare che, considerati i tempi, ha avuto più di uno stop per mancanza di liquidità. Adesso la svolta. Una lettera ai sindacati annuncia la procedura di cassa integrazione straordinaria. Le intenzioni di Migliore sono quelle di aprire la vertenza con i rappresentanti dei lavoratori. Ma di aperture ce ne sono ben poche. «Una costrizione» l'intervento degli ammortizzatori sociali — spiega l'azienda — dovuta alla «crisi generalizzata che ha investito tutte le attività, e in particolare la nostra», scrive l'amministratore della società, Beppe Migliore.
I contratti di solidarietà, l'ultimo tentativo di rimanere a galla, scadono il prossimo giugno. Adesso nemmeno questi contratti di lacrime e sangue per i lavoratori possono reggere. La Cigs verrà richiesta per crisi aziendale con cessazione delle attività dei negozi, uno o più, di viale Regione Siciliana, via Generale Di Maria, nel punto vendita di Trapani sul lungomare Cristoforo Colombo e nel magazzino di Capaci. «Saranno chiusure a tempo - assicura Beppe Migliore -, per completare la ristrutturazione. Viale Regione chiuderà per più mesi, gli altri punti vendita per alcune settimane, il tempo necessario per l'approvvigionamento della merce, secondo un nuovo format di vendita. La cassa integrazione, richiesta per un massimo di 12 mesi, è il modo migliore per causare meno danni al personale».
Sul tipo di Cigs rimane qualche dubbio. Sarà discusso con i sindacati se applicare con quella a zero ore, la più probabile, o a rotazione, qualora rimanesse in piedi una qualsiasi attività commerciale. I sindacati erano in allarme da parecchi giorni. Molti dubbi erano stati sollevati non appena apparvero i cartelloni pubblicitari che avvisavano di una svendita per chiusura dovuta a ristrutturazione aziendale. Di ciò l'azienda non aveva comunicato nulla alle Rsu, ma nemmeno delle voci che si rincorrono su possibili vendite dei negozi o partnership con altri marchi. Indiscrezioni danno in dirittura d'arrivo accordi con Casa Crea e Media World. Intese che potrebbero cambiare le carte in tavola nel momento in cui i sindacati dovranno trattare la materia che riguarda il mantenimento dei livelli occupazionali. «A prima vista sembrerebbe che l'azienda tende a prendere tempo per verificare la definizione di eventuali accordi commerciali con altri marchi e altri partner - afferma il segretario Uiltucs, Pietro La Torre - In sede di confronto chiederemo all'azienda il programma di ristrutturazione e l'anticipazione dei trattamenti economici per i cassaintegrati».

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