Sicilia, Editoriali

I sopravvissuti

Signore e signori, oggi ci sarà una bella giornata. Freddina, se volete, almeno nelle prime ore della matinata. Ma poi, dalle undici fino alle sei di pomeriggio, tutta una tirata di cielo quasi sereno e temperature da dieci a salire ca magari finisce che si portano un poco di neve da Monte Cuccio che quello non c’è abituato e magari poi si prende una mala infruenza,


Se sarà davvero così (non si sapi mai, dopo le malefiure è giusto non fare troppo lo spacca e lassa), finalmente la potete finire di andare lasciando i paracqui di qua e di là perché non ne avete bisogno. Uscite, un bel respiro nell’aria fresca e fatevi una caminata. E date un a taliata.


Così incontrate persone conosciute che vi guardano come a dire: bravo, ancora vivo sei? Dov’eri quando tutto accuminciò? I picciutteddi doppo giorni e giorni di stari a casa, si sgranchiscinu le gambe e, per non sapere leggere ne scrivere, appena vi passano a lato e bummete e vi azziccano un cavuciu nelle cannelle delle gambe che manco li potete assicutare per affocarli.


La gente va camminando stiracchiandosi ca paruni tanti pugilisti ca si allenano. E vanno talianno tutte cose come quannu si nesci doppo il terremoto. C’è  chi camina col coppo con la retina, convinto che sapiddu quanti pinguini ci sono peri peri e ne vuole annagghiare qualrcuno. C’è chi non ha fiducia (a me, per sempio) e nesci attipo Totò, Peppino e la Malafemmina a Milano. Ogni tanto qualcuno ammuntua: «Rondine!» e arza le mano col dito teso. E i genti ci dicono: «Ma quanti su?» e iddu: «Una!» e tutti lo abbanniano: «ma domando scusi, ma lei non lo sa che una rondine non fa primavera?». «Vabbe’ allora vuor dire che una rondine fa carnivali».

I autisti dei atobus si fermano uno che va e uno che viene e, del finestrino, si cuntano il pero matuiro e u mastru chiantaturi: a suoggira che assintumò, i picciriddi ca frevi, le pompe di calore mandate alla favorita che forse là funzionano meglio. Ma mentre iddi chiacchiariano che viene il cuore, i machini si accumulano a mila e mila. Menomale che siete a piedi, è giusto?

Di pomeriggio verso le sei il cielo si copre arrieri e di notte si appara completo e poi, eccola di nuovo: piove. E la temperatura se ne cale di nuovo. Ma insomma, una volta che avete accattato il pane della seconda infornata, me lo volete dire che cosa ci dovete fare strate strate? A casa! Belli assistimati

La Sicilia stimpunia. Un colpo piove, un colpo agghiorna ma a partire da venerdi e per tutto il uichend voi prometto ca putiti fare la scampagnata al billino. Ma di questo poi ne parliamo.

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