Giacomo Celentano: a Sanremo volevo esserci io

SANREMO. «Speravo di salirci io, sul palco di questo Festival di Sanremo». Giacomo Celentano, figlio di Adriano e Claudia Mori lo confessa in un'intervista a Vanity Fair - in edicola dal 15 febbraio - con il tono arreso e senza polemica: sa che a giocare con i giganti, fossero anche di famiglia come papà, perdi sempre. Giacomo aveva già spedito alle selezioni la canzone Il pittore, con cui si candidava a partecipare. «La trattativa era avviata. Poi hanno preso papà come superospite. E tutto è saltato». Ci teneva? «È da qualche anno che provo a tornare. Per riscattarmi. Nel 2002, mi presentai con You And Me. Ero nel pieno della malattia. Fu un disastro». Quale malattia? «Problemi respiratori, attacchi d’ansia. Stonai. E mi buttarono fuori subito. Mi ha guarito un bravo medico, prendo ancora dei farmaci». A che cosa era dovuto il panico? «Sensibilità: esasperavo tutto. E poi, il peso di una gavetta che dura ancora, a 45 anni». Colpa del cognome? «Per staccarsi da genitori così, e far capire al mondo che vali anche da  solo, proprio perché sei tu, c’è da lavorare sodo. Mi aiutano tre cose.  Non inseguo il successo. So che non diventerò mai una leggenda come papà. E, da cristiano, riconosco il talento come dono di Gesù». Ha idea del perché la direzione artistica del Festival l’abbia scartata ancora? «Tra papà e me, scelgono lui. È giusto».

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