Grecia, via libera all'austerità: ma intanto Atene brucia

Il Parlamento ellenico ha votato a favore della legge che introduce le nuove durissime misure ed apre la strada a un nuovo prestito dal 130 miliardi. Manifestanti e scontri in piazza tra polizia e Black Bloc

ATENE. Mentre Atene era in fiamme, il Parlamento ellenico ha votato stanotte a favore della legge che introduce le nuove, durissime misure di austerità ed apre la strada a un nuovo prestito dal 130 miliardi di euro concordato con la troika, vitale per salvare l'economia ellenica dal collasso. Il drammatico voto (199 Sì, 74 No, con 278 deputati
presenti) al termine di ore di dibattito, è avvenuto in un edificio assediato da migliaia di manifestanti e da violentissimi scontri tra polizia e gruppi di Black Bloc, che nel corso della protesta hanno dato alle fiamme palazzi, cinema, bar e banche. Mai ad Atene, una città che ha conosciuto molte dimostrazioni violente, una protesta aveva avuto conseguenze così devastanti. I palazzi ardevano ancora, a notte tarda. Il voto era stato preceduto dagli interventi dei massimi leader politici, da Giorgos Papandreou (Pasok) a Antonis Samaras (Nea Dimokratia), che avevano lanciato forti appelli alla compattezza e al Sì alla legge che contiene i tre articoli (misure di austerità, via libera a negoziato per riduzione debito, ok alla richiesta del prestito). E che, al termine della votazione hanno 'cacciato' 40 dei loro parlamentari che non hanno aderito all'appello.
A chiudere il dibattito, prima del voto, era stato il premier Lucas Papademos, che ha innanzitutto condannato le violenze affermando che "il vandalismo e la distruzione non hanno un posto nella democrazia", ha invitato tutti alla calma. "E' l'ora delle decisioni", ha poi affermato il premier, aggiungendo che "abbiamo davanti un piano che ci aiuterà ad uscire dalla crisi economica". Il premier aveva ripetuto che una decisione sbagliata del voto sul piano avrebbe portato a un "catastrofico default, all'isolamento e all'uscita dall'euro".
Papademos aveva quindi notato che "la ragione principale di questa crisi è che lo stato greco, per molti anni, ha speso più di quel che incassava". Negli ultimi due anni, ha quindi
aggiunto, la Grecia ha riguadagnato un terzo della produttività che aveva perso negli ultimi dieci anni. E ha ribadito che, se verranno attuate le misure e avviate le riforme, la Grecia dovrebbe tornare a crescere nella seconda metà del 2013. Intanto nella capitale greca si rincorrono voci su un possibile, imminente, rimpasto di governo.
Il voto è giunto al termine di una giornata segnata dalle violenze, ma anche dalla protesta di decine di migliaia di persone di ogni settore della società greca contro i nuovi tagli
nella piazza Syntagma ma anche altrove nel Paese. La situazione è precipitata attorno alle 17, una colonna di manifestanti attrezzati con passamontagna e maschere antigas, che issavano le bandiere rosse e nere degli anarchici (nessuno qui li chiama Black Bloc, ma si somigliano in tutto e per tutto), è arrivata lungo la centralissima via Stadiou e ha puntato diretta al cordone di polizia.
E' stato il pandemonio, violentissimo, nel giro di pochi minuti. Ordigni artigianali fatti con bombolette di gas e molotov sono volati contro gli agenti, un attacco contro il quale la polizia ha risposto con cariche e lacrimogeni. La piazza è stata scossa da boati che venivano uditi anche all'interno del Parlamento, dove a un certo punto è entrato anche il fumo acre dei gas. La folla si è in gran parte spostata dalla piazza, dove in serata è però tornata (nel bel mezzo degli scontri è stata anche notata la presenza del compositore ed
attivista politico Mikis Theodorakis, 88 anni, che ha detto che Il Parlamento "sta votando la morte della Grecia), mentre gli scontri si frammentavano. Battaglie corpo a corpo nella via dello shopping Ermou, fuochi in terra ovunque, scontri nella parte di Syntagma più lontana dal parlamento, fermate dei bus date alle fiamme in via Panepistimiou, bloccata da ogni sorte di oggetto, poi dato alle fiamme. I feriti, secondo fonti ospedaliere, sono stati una sessantina, tra dimostranti ed agenti. Non è stato precisato il numero degli arrestati, si
parla di una quarantina di persone. Poi, gli incendi, mentre continuavano gli scontri nel centro cittadino.
Non sono note nel dettaglio le misure di austerità: nel piano ci sono di certo il taglio di 15.000 addetti nel settore pubblico, liberalizzazioni delle leggi sula lavoro e taglio dello stipendio minimo da 751 a 600 euro al mese, mandato per il negoziato con le banche per il taglio del debito. Il voto apre la strada a quei 130 miliardi, senza i quali la Grecia non
potrebbe pagare il prossimo 20 marzo gli interessi sul debito, che ammontano a 14,5 miliardi. Ma anche alla possibilità di usufruire di 35 miliardi di prestiti dal fondo temporaneo salva-Stati Efsf, che andranno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi dei ricavi dalle privatizzazioni e ai risparmi.

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