La dura legge dell'ex: sconfitta a Cagliari per 2 a 1

La rivincita di Pinilla: partito a gennaio, segna un gol e propizia il raddoppio per i sardi, risultando determinante. Nei rosanero pesa tanto l'assenza di Miccoli in attacco

CAGLIARI. Ci pensa l’ex, Mauricio Pinilla, a bloccare la striscia positiva del Palermo di Mutti di quattro risultati utili consecutivi. Un gol e un altro propiziato dalla punta cilena stendono i rosanero, orfani dell'uomo che li aveva trascinati nelle ultime uscite. Senza il capitano, Fabrizio Miccoli, out per infortunio, i rosa hanno fatto poco e sono sembrati un’altra squadra. Anche altri giocatori, senza la sua presenza, ne hanno risentito. Basti pensare a Budan, orfano del suo partner d’attacco, e a Donati. Era stato proprio il numero 10 rosanero a dettargli nelle precedenti occasioni le giocate in verticale che a Cagliari non ci sono state. Ne è venuto fuori, invece, un Palermo abulico, senza lo stesso mordente visto in casa o a San Siro al cospetto dell’Inter. Il Cagliari non è stato eccezionale, e senza volerlo l’altro ex, il tecnico Ballardini, ha azzeccato la mossa vincente del match “grazie” all’infortunio di Cossu. In quel modo, l’allenatore dei sardi ha schierato la terza punta Ibarbo. Il tridente con Pinilla e Thiago Ribeiro ha spezzato gli equilibri della gara. Unica nota lieta nel Palermo da segnalare è il ritorno in campo di Hernandez. Sua l’azione più pericolosa dei rosa arrivata dopo 78 minuti di gioco e suo lo spunto che ha portato al rigore dei rosa, realizzato dalla stessa punta uruguaiana.
       


A creare la prima occasione da gol della partita ci pensa l’ex di turno. All’8’, infatti, Pinilla vicino al gol dell’ex, ma sul suo colpo di testa è bello il riflesso di Viviano che salva i suoi. Anche Agazzi, però, ha il suo bel da fare al 16’, quando si oppone al sinistro di Ilicic, appena entrato in area. E anche l’altro trequartista rosanero, Zahavi, si rende pericoloso al 29’ con una bella punizione, che però viene deviata in angolo dall’estremo difensore sardo. Ma nonostante le azioni più pericolose del Palermo nel primo tempo siano arrivate dai piedi di Ilicic e Zahavi, i due trequartisti si sono in pratica estraniati dalla manovra rosanero per tutta la prima frazione di gioco. Più lineare, invece, il gioco dei padroni di casa. Dopo l’uscita di Cossu per infortunio dopo cinque minuti, l’ex tecnico rosanero Ballardini ha preferito osare mettendo la terza punta, Ibarbo. E il tandem con Thiago Ribeiro e Pinilla ha creato il suo bel da fare alla retroguardia del Palermo, in difficoltà in particolare con il gioco sulle fasce creato proprio dalle tre punte sarde. Pochi brividi, a parte quelli di freddo al Sant’Elia, e il primo tempo si chiude sullo 0-0.
       


Come nella prima frazione, è Pinilla l’uomo più pericoloso a inizio tempo. Stavolta, però, l’ex non sbaglia. A dire il vero il suo compito è molto semplice. Al 56’, infatti, è bravo Ibarbo a mettere in mezzo dopo una bella triangolazione con Thiago Ribeiro, e a quel punto per Pinilla basta andare in scivolata per depositare in rete. Difesa rosa addormentata nell’occasione. Balzaretti non segue Ibarbo e anche Viviano non esce alla perfezione sulla punta colombiana. Mutti al 60’ decide allora di cambiare le carte in tavola e dall’albero di Natale decide di passare al 4-3-1-2. Fuori Bertolo per Migliaccio e Zahavi per Hernandez, che torna in campo dopo tre mesi, dalla sfida 5 novembre in casa contro il Bologna. Ma passano appena nove minuti e Mutti torna allo schieramento iniziale con due trequartisti.


È Budan a lasciare il posto a Vazquez. Gli uomini di Mutti non sono veementi nella reazione e bisogna attendere il 78’ per vedere la prima vera palla gol della ripresa del Palermo. Hernandez gira bene di testa il cross di Donati, ma Agazzi dice ancora una volta no. Ma i botti sono riservati tutti al finale di partita. Dossena sembra chiudere la partita all’81’, quando ribadisce in rete una respinta non impeccabile di Viviano su punizione del solito Pinilla. Ma due minuti dopo è la Joya a riaprire i giochi, guadagnandosi e realizzando il rigore del 2-1. I rosa si tuffano in avanti, ci prova anche Viviano nell’azione dell’ultimo calcio d’angolo. Ma il Cagliari regge e porta a casa i tre punti. Per i rosa, invece, la malattia trasferta continua.


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