Lombardo contro Scorsese: "Non parli solo di mafia"

Il governatore contro il leggendario regista: "La serie 'Broadwalk empirè associa di nuovo la Sicilia a Cosa Nostra, arrecandole un danno d'immagine incalcolabile. Gli suggerisco di occuparsi di altro"

PALERMO. «Nel pieno rispetto della libertà di espressione, e pur riconoscendo la sua grandezza artistica, faccio un appello a Martin Scorsese, la cui serie 'Broadwalk empirè (in onda su Sky in questi giorni) associa di nuovo la Sicilia ai mafiosi, arrecandole un danno d'immagine incalcolabile. Suggerisco a Scorsese, produttore del serial, di ambientare invece in Sicilia, con tutta la sua storia, una produzione sulle tante cose straordinarie che questo popolo è stato in grado di fare, compresa la lotta vincente contro la mala pianta della mafia». Lo ha detto Raffaele Lombardo, presidente della Regione siciliana, ospite di KlausCondicio.


«Ad esempio - aggiunge il Governatore - Scorsese s'ispiri a Federico II, ai tanti magistrati, non solo quelli che hanno perso la vita nella lotta contro la mafia, ma quelli che giorno per giorno la combattono e sono riusciti ad arrestare Provenzano, oltre ai suoi più stretti affiliati».  Alla domanda sul perchè i mafiosi vengano rappresentati sempre come personaggi eleganti e chic, mentre i poliziotti come sfigati, Lombardo risponde: «È sbagliato, la realtà è diversa. Pensiamo a come ha vissuto Provenzano: nutrendosi di verdure e costretto a vivere nascosto. Non è un affare entrare in quel meccanismo micidiale. Alla fine, in cambio di un'illusione di potenza, esercitata con la violenza, il tutto ti porta a spegnere vite umane e si chiude tristemente o nel sangue o con la galera».

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