Le donne colpite dalla mafia

A Gibellina venti scatti raccontano la storia di personaggi che hanno subito una morte per mano della criminalità. Potrà essere visitata fino al 25 febbraio

PALERMO. Si inaugura a Gibellina la rassegna “Custodi della memoria” curata da Giuseppe Maiorana. Oggi, venerdì, alle 19,00 il via nell'ambito della programmazione invernale “SOLSTIZI E MEMORIE D'INVERNO 2011/2012”, Belìce/EpiCentro della Memoria Viva (in collaborazione con il CRESM). Una mostra centrata sul tema degli sguardi e dei ricordi presenta gli scatti “Felicia e le sue sorelle“ della fotografa romana Gabriella Ebano e insieme la video/installazione Comparse, del giovane artista siciliano Filippo Maria Selvaggio.
Venti scatti che raccontano l'identità di donne che hanno subìto una morte per mano della mafia; ed un uso intimistico del video, che amplifica la memoria di un'altra strage mafiosa collettiva: quella del 1 maggio 1947 a Portella della Ginestra.
Episodi non certo inediti ma ancora un a volta riletti con intensa partecipazione dagli artisti nel segno della memoria, della appassionata difesa della legalità. Il curatore Giuseppe Maiorana spiega: “L'evento è un omaggio a quegli uomini e donne che, in prima persona o per ricordi filtrati, continuano a vivere le loro vite giorno dopo giorno, a volte con rabbia e con rassegnazione e a volte con speranza che qualcosa possa cambiare, facendosi custodi di questa memoria collettiva”.
Alle ore 17.30 verrà presentato anche il libro “Felicia e le sue sorelle. Dal secondo dopoguerra alle stragi del '92-'93: venti storie di donne contro la mafia” di Gabriella Ebano, in presenza dell'autrice e di Pina Maisano Grassi e Felicia Vitale Impastato. La mostra sarà visitabile sino al 25 febbraio, dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:30 alle 18:00.

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