Un farmacista e le liberalizzazioni

A me siciliano nessuno deve asserire che tutto cambia perché nulla debba cambiare!! Adesso anche io capisco gli indignati! I miei forconi per protestare sono solo affidati alla forza mentale, e in quanto forma astratta, resta un fumo invisibile. Nessuno scenderà in piazza per questa mia considerazione, perché in fondo anche io sono un lobbista, la lobby dei delusi,degli stanchi e almeno in questo siamo forti, perché alcuno penserà di toglierci questo privilegio.
Andiamo al fatto:
Attendevo da più di trenta anni la liberalizzazione della mia professione di farmacista, eravamo finalmente e quasi arrivati al traguardo,ma l’idea va perdendo nel suo iter, tutta l’essenza del progetto.Inizialmente si ipotizzava una assegnazione (per soli titoli) di nuove sedi farmaceutiche,vista la parziale rottura della rete di protezione della professione, e a mia convinzione, finalmente si dava un riconoscimento alla carriera a chi, come me, ha sempre offerto, stando in prima linea, e a diretto contatto con l’utenza, un buon servizio professionale. Nel decreto del 21 gennaio si notava una aggiunta al requisito dei titoli:gli esami. Corretta a primo intuito, la modifica, ma una più fredda considerazione mi fa capire che solo in quel modo le farmacie potranno andare ai “soliti”. Alla mia età e al mio stato di produttore di reddito familiare, sarebbe una chimera abbandonare il lavoro, per mettermi a studiare e riprendere le nozioni teoriche di un fresco studente. Allora capisco che il provvedimento è riservato solo a chi il lavoro lo può delegare, e non può essere una promozione o un riconoscimento alle esperienze acquisite. Inoltre ho certezza che l’iter parlamentare penserà a correggere le storture che picconano le attuali posizioni della professione. Un sindacato di categoria che minaccia l’estromissione degli associati che non opereranno la serrata delle farmacie,una protezione offerta da corruttibili onorevoli alle camere,una impossibile organizzazione di forza di protesta dei veri farmacisti non titolari, una assoluta assenza di rappresentanti negli ordini professionali, (vista la facilità di far cartello per l’elezione dei componenti dei consigli direttivi, da parte dei protettori dell’attuale sistema), mi fanno presagire che il quorum necessario per l’apertura di nuove farmacie, verrà innalzato dalle commissioni parlamentari, verranno protette le concessioni governative e … tutto cambierà perchè nulla debba cambiare.
Giuseppe Augello, Palermo

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