Coop, a Palermo chiudono 12 supermercati

La nuova società vuole dismettere la metà dei centri di vendita. Cassa integrazione per 92 lavoratori. È rottura coi sindacati. «Troveremo una soluzione»

PALERMO. La Coop 25 Aprile pronta a dismettere metà dei suoi negozi. Scatta la protesta, e i sindacati dichiarano lo sciopero immediato dei lavoratori. Oggi si prevede una manifestazione di protesta davanti il centro commerciale La Torre. La trattativa è naufragata ieri sera. La riunione si è conclusa con un nulla di fatto, dopo che Coop 25 Aprile, Primo Maggio e la Lega delle cooperative hanno presentato la nuova società, la Super Coop Sicilia, composta da due cooperative del Nord che rileveranno il sistema delle Coop, dichiarando subito l'intenzione di vendere ben dodici supermercati, considerati fuori dal perimetro di interesse, ed allargare la cassa integrazione a zero ore per 92 lavoratori (55 lo sono già fino al prossimo maggio più 37 nuove unità), destinati a diventare esubero nel giro di qualche anno. Nel dettaglio, la Coop 25 Aprile abbandonerà i punti vendita di viale Michelangelo, Vigo, Sagittario, Mondello, più quelli di Mazara del Vallo e Alcamo, mentre manterrà i supermercati di via Tommaso Volontari, piazzetta Bagnasco, Sperlinga, Bagheria, Casteldaccia e Campobello di Mazara.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno chiesto di allargare la cassa integrazione a rotazione a tutti i lavoratori dei punti vendita che chiuderanno, mantenendoli però nel bacino delle coop per agevolare la loro ricollocazione. Via libera solo ai lavoratori che vorranno andare via a fronte di un incentivo.
L'intesa non è arrivata, soprattutto sulla polveriera 25 Aprile. La disastrosa situazione finanziaria delle coop siciliane ha spinto Coop Italia a garantire dal prossimo aprile la fornitura delle merci per rimettere in moto i supermercati. «Lo sviluppo della rete vendita - afferma il presidente regionale della Uiltucs, Pietro La Torre - è l'unica possibilità di un lavoro futuro. Ecco perché insistiamo a mantenere tutti i dipendenti nell'ambito delle cooperative. L'azienda deve vendere per coprire l'investimento che Coop Italia sta anticipando per portare a termine l'operazione salvezza. La protesta è legittima. In ogni caso - conclude La Torre -, non va perso di vista il progetto della newco, ma senza conseguenze per i lavoratori».
Anche la Fisascat è sugli scudi. «Sappiano bene - dice Mimma Calabrò, segretario regionale della Fisascat -che una volta finito il periodo di cig, il passo verso il licenziamento è breve». La Lega delle cooperative getta acqua sul fuoco. «Il prossimo 10 febbraio ci riuniremo con i sindacati per discutere di sviluppo - dice il presidente regionale di Legacoop, Elio Sanfilippo -. Sul resto, abbiamo ascoltato le osservazioni mosse dai sindacati. La Coop 25 Aprile vive un momento difficile e comprendiamo la tensione dei lavoratori. Sono sicuro, comunque, che troveremo un modo per tornare a dialogare».

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