Tv e internet alleati della salute

Secondo una ricerca dell'università di Campobasso passare il proprio tempo davanti al pc o al piccolo schermo aiuta a seguire meglio la dieta mediterranea

ROMA. Le persone che guardano la tv, leggono i giornali e navigano in internet, seguono meglio la nota dieta mediterranea, considerata una delle più salutari al mondo. Una buona ragione per guardare la tv e passare il proprio tempo avanti al pc, spesso accusati di essere mezzi dannosi per la salute perché causano alti livelli di sedentarietà, l'hanno trovata i laboratori di ricerca della fondazione 'Giovanni Paolo II' dell'università Cattolica di Campobasso con una indagine svolta su un campione di 1000 persone, appena pubblicata sulla rivista 'International journal of public health'.
"La ricerca è una delle prime a considerare l'informazione mediatica nel suo insieme, passando in rassegna tutti i mezzi di comunicazione utilizzati dalle persone per informarsi. Finora, infatti, la scienza si era concentrata sugli effetti che la televisione ha sulla salute, giungendo a conclusioni ben poco esaltanti ma è tempo di abbandonare la convinzione che i mass media siano spesso fonte di cattive abitudini" sottolinea Marialaura Bonaccio, autrice dello studio. "Televisione, giornali e internet, quando usati per informarsi, si rivelano essere ottimi alleati della salute". Così mentre in Italia i fedeli alla dieta mediterranea, composta di pesce, frutta e verdure fresche ricchi di nutrienti salutari, sono in preoccupante calo a vantaggio della cosiddetta 'western diet', piena di grassi e calorie ad alto rischio malattie cardio-vascolari, si scopre che i media aiutano a mangiare meglio e mantenere la linea.
"Chi guarda la tv o legge articoli dedicati all'argomento migliora notevolmente le proprie scelte alimentari rispetto a chi non lo fa" spiega la dottoressa Bonaccio. "Nella ricerca siamo andati a vedere se le persone che si tengono più informate abbiano abitudini migliori rispetto a quelle meno esposte alle diverse fonti di informazione. Oltre a raccogliere i dati medici, lo stile di vita e  le abitudini alimentari dei partecipanti abbiamo sottoposto loro un complesso questionario su come utilizzano i vari media, dalla tv ai giornali ai magazine fino a internet, per informarsi. In questo modo è stato possibile creare un punteggio del loro livello di esposizione. Una specie di fotografia di come si tengono aggiornati e di quali fonti si servono. L'esposizione ai vari media è stata poi messa in relazione con le abitudini di vita. Ci siamo concentrati sull'alimentazione, in particolare sulla dieta mediterranea. Dai risultati, è emerso che le persone maggiormente esposte all'informazione mediatica, considerando tutte le varie fonti esaminate, sono quelle che hanno un'alimentazione più vicina al modello mediterraneo. In particolare riportavano un consumo maggiore di alcuni alimenti fondamentali della piramide alimentare mediterranea, come frutta e pesce fresco ma un consumo minore di cibi meno salutari, come i grassi animali". "L'informazione veicolata dai mass media" - commenta Giovanni de Gaetano, direttore dei laboratori universitari, "può a volte sembrare frammentaria o imprecisa, specie quando si parla di salute e di prevenzione ma per recuperare salute e diminuire il rischio cardio-vascolare, le strategie di salute pubblica dovrebbero tenere conto della collaborazione dei media".

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