Sondaggio Demopolis in Sicilia, Pdl al 23% e Pd al 18,5%

L'istituto di ricerche ha realizzato un’inchiesta sulle intenzioni di voto per le elezioni politiche. Crescono partiti di centro, si rafforza di poco l'Idv e la lista di Grillo raggiunge il 3%

PALERMO. L'istituto di ricerche Demopolis ha realizzato un sondaggio sulle intenzioni di voto dei siciliani per le elezioni politiche: i numeri vedono in testa il Pdl con il 23% (meno 2% a distanza di 60 giorni dalla caduta di Berlusconi, ma con consensi dimezzati rispetto al 2008), seguito dal Pd con il 18,5% 1,5% in meno rispetto a due mesi fa, mentre a livello nazionale si attesta al 29%).
Crescono gli indecisi e quanti, in caso di elezioni nazionali anticipate, oggi non si recherebbero alle urne.
"Si respira sempre più nell'Isola un diffuso disincanto politico che - afferma il direttore di Demopolis, Pietro Vento - sta erodendo il residuo consenso dei siciliani nei confronti delle istituzioni democratiche. Gli ultimi mesi della vita politica nazionale e regionale hanno visto quasi dimezzarsi la fiducia degli elettori nel Parlamento, nell'Ars, nei partiti, il cui peso effettivo appare fra l'altro ridimensionato, agli occhi dei cittadini, in una fase di 'commissariamento', come quella attuale caratterizzata dalla nascita del governo Monti".
Per la prima volta Demopolis registra un lieve arretramento anche per Grande Sud di Gianfranco Micciché, oggi al 7,5%. Si fermano sotto sotto la soglia del 2% il Pid e la Destra. Si rafforzano nel complesso, anche se di poco, l'Idv di Antonio Di Pietro (5%), Sel di Vendola (4,1), FdS (1,4%), così come il Movimento 5 Stelle di Grillo che raggiunge il 3%. Trend positivo per tutti i partiti di centro: l'Mpa del presidente della Regione Raffaele Lombardo si attesta al 15%; Fli di Gianfranco Fini al 5,6%, l'Api di Rutelli all'1,9%.
Dopo oltre due anni, torna nell'Isola al 10% l'Udc, che recupera consensi tra i delusi del Pdl e del Pid. Si tratta comunque - secondo i ricercatori di Demopolis - di un dato destinato a mutare nelle prossime settimane, anche in considerazione delle scelte imminenti che il Partito di Casini e D'Alia (ancora molto debole a Catania e Palermo) dovrà compiere in termini di alleanze a livello regionale e nazionale.

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