Tir, chi paga sono i cittadini

Lo svincolo di Tremestieri per impedire l'accesso al porto di Messina. Oppure la statale 114 nei pressi della raffineria Isab per impedire il movimento delle autobotti. Assediato il mercato ortofrutticolo di Vittoria, uno dei principali della Sicilia per le coltivazioni in serra. E poi i porti di Palermo e Catania. E poi gli svincoli di Avola, Rosolini e Lentini. Complicato raggiungere Caltanissetta. Che dire? Più che il racconto di uno sciopero sembra la descrizione di un'offensiva militare con azioni di guerriglia mirate per portare il massimo disagio alla popolazione. Ed è proprio su questo punto che dobbiamo interrogarci: chi sta pagando i prezzi più alti di questa protesta? Non certo la classe politica che anzi, con un ordine del giorno dell'Ars si è affrettata ad affiancarsi ai promotori della protesta dei tir. Sicuramente non il governo di Roma che occupato ad occuparsi d'altro non ha certo né il tempo né la voglia di occuparsi del lamento dei padroncini siciliani. Alla fine gli unici a sentire sulla loro pelle i danni dello sciopero sono i cittadini. La popolazione incolpevole che assiste alla strage dei suoi diritti senza poter fare nulla. Chi deve spostarsi deve stare attento perché i rifornimenti di carburante non sono garantiti. Le merci arrivano a singhiozzo, nei supermercati i prodotti freschi fra oggi e domani potrebbero diventare merce rara. Inutili le proteste. Il «movimento dei forconi» come si è auto-definito, non guarda in faccia a nessuno. Va avanti per la sua strada infischiandosene dei diritti degli altri. Prepotenza e arroganza sono le cifre di questa protesta. Purtroppo non c'è nessuno che si alzi a difendere i diritti dei siciliani. Non discutiamo i diritti degli scioperanti. Ma non possiamo dimenticare che l'aumento della pressione fiscale non colpisce solo le accise sulla benzina ma l'intera platea degli italiani. In ogni caso è di tutta evidenza che la difesa dei propri interessi non può danneggiare i diritti degli altri. Ed è proprio quello che stanno facendo gli autotrasportatori imponendo forti disagi alla popolazione. Un autentico abuso che va fermato. Difendere la legalità è impedire a una minoranza di attivisti di arrecare danni e disturbo alla maggioranza della popolazione. Cosa sono i soprusi se non una forma di illegalità? Le regole servono proprio per difendere i più deboli. Si può solo stare a guardare tutto ciò? Se così fosse vuol dire che funziona solo la legge del più forte e della prepotenza.

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