Droga e corruzione, 5 condanne e 2 assoluzioni ad Agrigento

AGRIGENTO. Inflitti 4 mesi di reclusione (pena sospesa), per istigazione alla corruzione per l'ex sindaco di Racalmuto (Ag) Salvatore Petrotto e quattro condanne e due assoluzioni per detenzione di droga ai fini di spaccio. E' la sentenza emessa dal gup del tribunale di Agrigento, Valerio D'Andria, per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato nell'inchiesta denominata "Sorgente"che il 7 ottobre del 2010 portò all'arresto di 19 persone e avrebbe dovuto essere un'indagine sulla pubblica amministrazione. La telecamera nascosta piazzata all'interno dell'ufficio di presidenza del consorzio d'acquedotto "Tre Sorgenti" di Canicattì permise, invece, di portare alla luce la rete di spaccio. L'allora sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto, venne indagato per tentata concussione. Secondo i pm Andrea Bianchi e Giacomo Forte, Petrotto chiese 1.700 euro al mese per consegnare la rete idrica alla Girgenti Acque, passaggio dovuto in seguito alla privatizzazione. Il gup ha riqualificato il reato in induzione alla corruzione. La procura aveva chiesto la condanna ad un anno e 4 mesi. Condannati per spaccio a 2 anni e 8 mesi di reclusione Angelo Brunetto; 1 anno e 6 mesi Marco Ragusa; 2 anni e 8 mesi Eleonora Salamone; 2 anni Mario Fucà e 1 anno a Salvatore Puma. Assolti Giacinto Piazza e Calogero Messina. Tutti gli altri imputati, tra cui il sindaco di Licata, Angelo Graci, accusato di istigazione alla corruzione perché avrebbe tentato di far assumere i figli, hanno preferito il rito ordinario. Nel processo si sono costituiti parte civile Confindustria, il consorzio "Tre sorgenti" e Girgenti acque.

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