Si è dimesso Diego Cammarata

PALERMO. "Passo la mano con l'orgoglio di lasciare i conti in ordine". Diego Cammarata lascia dopo dieci anni la poltrona più alta di Palazzo delle Aquile. L'ormai ex sindaco non rinuncia definitivamente alla politica e torna a fare l'avvocato. "Non ho poltrone pronte. Un lavoro a Mediaset? Una bufala".
 E su eventuali nuove avventure politiche ha aggiunto: "Vedremo, anche se non credo che la politica sia a tempo indeterminato".
Intanto il sindaco lascia "a testa alta. Passo la mano con l'orgoglio di lasciare i conti in ordine". La gestione commissariale, secondo Cammarata, obbligherà la Regione ad occuparsi della città.
Le frecciate più velenose Cammarata le invia innanzitutto a Raffaele Lombardo: "Non si è mai occupato di Palermo e ha nei confronti di questa città un atteggiamento ostile".
La seconda stoccata contro il consiglio comunale: "Si può lavorare bene o male ma non poter governare per l'immobilismo del Consiglio mi pare mortificante".
E sul lavoro finora svolto ha precisato:"Ho chiesto alla ragioneria generale di predisporre un bilancio di fine mandato accompagnato da una relazione sullo stato delle nostre finanze - ha aggiunto - e ciò a scanso di equivoci e per evitare che qualcuno parli, o meglio straparli, in maniera irresponsabile di comune di Palermo sull'orlo del dissesto o di grave situazione di indebitamento".

MAI ABBANDONATO DAL PARTITO. "Non mi sono mai sentito abbandonato dal mio partito, il Pdl. Anzi ho avuto al mio fianco Schifani, Alfano che mi sono stati sempre vicini nelle decisioni che ho preso nei momenti più difficili. Ringrazio Gianni Letta che ho martirizzato al telefono tante volte e soprattutto il presidente Berlusconi nei cui confronti non ci sono parole per poterlo ringraziare". Insomma l’ex sindaco sottolinea la vicinanza del Pdl, anci la conferenza stampa di addio è stata iniziata proprio con una lista di persone da ringraziare: Cammarata ha citato l'ex deputato defunto Gaspare Giudice "fondamentale per la vicenda della stabilizzazione dei precari" e Gianfranco Micciché "che durante il mio primo mandato è stato decisivo e mi è stato a fianco".

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