Morta dopo un aborto, il pm ipotizza la responsabilità dei medici

Potrebbe essere stato causato da un errore il decesso di Maria Grazia Li Vigni, la palermitana di 32 anni deceduta il 6 gennaio dopo alcuni controlli all'ospedale Cervello

PALERMO. Potrebbe essere stata causata da un errore dei medici la morte di Maria Grazia Li Vigni, la palermitana di 32 anni deceduta il 6 gennaio dopo una serie di controlli effettuati all'ospedale Cervello. Il sospetto di una responsabilità dei sanitari, emerso durante l'autopsia, ha indotto l'anatomopatologo incaricato dal pm, che sul caso ha aperto un'indagine, a interrompere l'esame per dare la possibilità ai sanitari che verranno iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo di nominare un consulente di parte che possa partecipare agli accertamenti autoptici che sono atti irripetibili. La donna il 5 dicembre è stata sottoposta al cesareo per l'espulsione del feto morto di cui era incinta da 33 settimane. Dopo 5 giorni dalle dimissioni è tornata al pronto soccorso lamentando dolori al petto. Dimessa dopo una serie di esami con diagnosi negative è tornata al nosocomio il 27, quando le è stato trovato un versamento polmonare. I medici le hanno prescritto una cura e l'hanno fatta tornare a casa. Il 6 la morte improvvisa e la denuncia del marito.

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