"Combatterò per Samuele"

Lettera dal carcere della mamma del bambino risultato positivo alla cocaina. La donna è accusata di maltrattamenti aggravati racconta la sua "verità". "Non so cosa sia successo ma sono innocente"

PALERMO. "Combatterò per riavere Samuele e gli altri miei figli, non devono darlo in adozione. Io non sono tossicodipendente, da quando sono in carcere non ho mai sofferto di astinenza. Ho provato la cocaina solo due volte ma tanto tempo fa. Molto prima di quando mio figlio si è sentito male. Ancora adesso non riesco a spiegarmi cos'é successo quel giorno".
Parla per la prima volta la mamma del piccolo Samuele, il bimbo di 18 mesi giunto all'ospedale pediatrico di Palermo in overdose e con ferite e bruciature su tutto il corpo. In una lettera dal carcere inviata a Mediaset, la donna accusata di maltrattamenti aggravati racconta la sua "verità".
Ha pianto quando le hanno detto che il figlio era stato dimesso dall'ospedale "La notizia che Samuele sta bene - scrive - fa di oggi uno dei giorni più belli della mia vita. Da quando mio figlio è stato male non ho avuto altro pensiero se non a lui, un tremendo dolore costante che angosciava ogni attimo della mia giornata. Il mio tempo in carcere l'ho passato pregando perché assistessero Samuele e lo facessero guarire. Qui ho trovato tanta solidarietà, le mie compagne si comportano da sorelle, dandomi coraggio e speranza; ogni sera con le mie compagne di cella ci siamo sempre riunite in preghiera per mio figlio, ed oggi so che Dio mi ha ascoltata. Da oggi affronto tutto ciò che mi sta succedendo con animo sereno, convinta che riuscirò a dimostrare la mia assoluta innocenza dinanzi ai Giudici".
Samuele è stato per ora affidato ai servizi sociali del Comune. Le indagini proseguono; tracce di stupefacenti sono state trovate anche nel sangue degli altri due suoi fratellini mentre resta indagato l'ultimo compagno della giovane palermitana, che ha 25 anni. "So quanto ho dato ai miei figli e che madre sono stata - aggiunge - so che anche i miei figli lo sanno, sanno che io sono la loro mamma e che non ho mai fatto loro del male. Li rivoglio con me e sogno di riabbracciarli. Spesso chiudo gli occhi e mi immagino stretta a loro, con tutto l'amore ed il calore che mi davano con le loro continue voglie di coccole. Sapendo che Samuele è fuori pericolo non ho più pensieri che mi tormentano, alla mia vicenda giudiziaria penserà l'avvocato, io penso solo a quando potrò riabbracciare tutti e tre i miei figli, e gioisco immensamente nel sapere che stanno bene".

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