Napoli troppo forte: rosanero sconfitti 3 a 1

Gli azzurri danno una dura lezione ai rosanero di Bortolo Mutti. Di Pandev, Hamsik e dell'ex Cavani (che non esulta) le reti decisive. Gol della bandiera di Miccoli

PALERMO. Cori contro i giocatori come “Se continua così, ce ne andiamo in B”. Gente che sfolla a metà del secondo tempo. Suoni e immagini che descrivono la rabbia e la paura dei tifosi del Palermo. Il 3-1 subito in casa dal Napoli, seconda sconfitta casalinga consecutiva, fa male. Un Palermo inizialmente voglioso e anche apprezzabile da vedere in campo soccombe sotto i colpi di Cavani e compagni. A fare paura è soprattutto l’incapacità di reagire dei rosa dopo lo svantaggio. A mettere il panico sono anche i numeri. Nella scorsa stagione la Sampdoria, poi retrocessa, a questo punto del campionato aveva 23 punti. Il Palermo ne ha al momento 21. Insomma, l’imperativo a questo punto è arrestare l’emorragia di risultati (un punto nelle ultime quattro gare ) per evitare il tracollo nella seconda fase di stagione. Zamparini ha preso Mutti per paura di andare in B. Ma l’allenatore stasera ha lasciato a desiderare quando ha provato a ridisegnare la squadra. Passi l’idea di cambiare Vazquez e Della Rocca, ma resta il dubbio sul motivo di cambiare assetto tattico, passando dal 4-3-1-2 al 4-4-2. Una mossa che ha regalato in mezzo al campo un uomo al Napoli e che ha lasciato agli ospiti gli spazi per fare male. La stranezza sta nel fatto che comunque nel primo tempo i rosa si erano espressi bene, rischiando di andare in vantaggio più volte rispetto agli avversari. Le scelte si sono rivelate un suicidio.



La partita comincia subito ad alti ritmi con le due squadre che se la giocano a viso aperto. All’occasione di Budan dopo appena due minuti, rispondono Gargano e Cavani, ma Benussi si fa sempre trovare pronto. Ma il Palermo c’è, non guarda passivo gli avversari giocare e si riversa in avanti, mostrando a tratti anche delle buone giocate. E il merito è soprattutto di Miccoli e Vazquez e del loro dinamismo in fase d’attacco. Budan, inoltre, è un punto d’appoggio affidabile e svolge il suo compito con intelligenza. L’argentino al suo esordio in maglia rosa non sembra, invece, soffrire le pressioni della prima partita in Italia. Ed è proprio sui suoi piedi che capita al 24’ la grande occasione. È Budan a servirgli una palla d’oro. De Sanctis è reattivo nell’uscita e Vazquez può solo provare un colpo sotto che però viene calibrato male e finisce sopra la traversa. Sei minuti più tardi, invece, è il turno di Miccoli che da solo sbaglia un comodo colpo di testa. Le due occasioni evidenziano alcune falle nella difesa del Napoli. Ma i partenopei hanno il merito di punire i rosanero per i loro errori sotto porta. Al 35’ Cavani si inventa rifinitore e lancia verso la porta Gargano, che serve Pandev.


La giocata del macedone ubriaca Munoz, non impeccabile, e infila Benussi per il vantaggio della squadra di Mazzarri. I rosa perdono un po’ di fiducia. Quasi allo scadere di tempo Miccoli su punizione mette sulla pelata di Migliaccio la palla del pari, ma l’arbitro Mazzoleni annulla per fuorigioco. Giusto. I rosa vanno a riposo in svantaggio, pagando a caro prezzo le occasioni sciupate sotto porta. Mutti si gioca subito due carte a inizio ripresa. Fuori Della Rocca per Acquah e fuori Vazquez per Alvarez. Positivo comunque l’esordio del numero 17 rosa. Gli uomini di Mutti si sistemano in campo con il 4-4-2. Le scelte del tecnico rosa non convincono. E in effetti gli effetti negativi per il Palermo si vedono quasi subito. I rosa sembrano più spaesati rispetto al primo tempo. Gli ospiti, invece, hanno in mano la gara. E raddoppiano al 54’ con l’ex Cavani che da fuori area inventa una parabola a girare sul secondo palo imprendibile per Benussi.


Il numero 7 azzurro non esulta in rispetto dei suoi ex tifosi che si inchinano e lo applaudono per la sua prodezza. Il Palermo è in barca, completamente in balia dell’avversario che cammina sulle macerie rosanero al 60’ con Hamsik che, servito da Inler, scarta Benussi e deposita in rete per lo 0-3. Lo slovacco in ombra sul centrosinistra nel primo tempo, viene spostato sul centrodestra nella ripresa e qui combina di più. C’è anche spazio al 68’ per l’ingresso di Mehmeti, che subentra a Budan. Ma di fatto, la partita è già finita da qualche minuto. Il Napoli decide di gestire e di non infierire. Il Palermo è già con la testa negli spogliatoi, non si butta in avanti con la paura di prenderne altri. Un piccolo moto d’orgoglio arriva all’89’, quando il capitano deposita in rete un bel colpo di testa, dopo cross di Balzaretti. Ma la rete di Miccoli non serve a placare la rabbia dei tifosi per la figuraccia dentro quello che fino a dicembre era il fortino rosanero. La rabbia, sì. Ma soprattutto la paura.

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