Sicilia, Qui Palermo

Mutti lancia Vazquez: "Giocherà, ma non so se dall'inizio"

Il tecnico rosanero alla vigilia della sfida contro il Napoli: "Ci attende una partita molto difficile, che dovremmo affrontare in un certo modo, con la stessa spavalderia mostrata a Novara"

PALERMO. Se Walter Mazzarri per la trasferta di domani sera del suo Napoli ha convocato anche il nuovo acquisto Edu Vargas, Bortolo Mutti, per il suo Palermo, risponde con le convocazioni di Franco Vazquez e Agon Mehmeti. E se il cileno che sta facendo impazzire il capoluogo campano dovrebbe solo vedere i suoi nuovi compagni da lontano, dalla panchina o dalla tribuna, per almeno uno dei due acquisti rosanero potrebbe aprirsi la prospettiva di giocare uno spezzone importante del Palermo-Napoli di domani sera al Barbera. In particolare per l’argentino Vazquez. Lo ha provato spesso negli ultimi giorni, anche se ancora sembra in leggero vantaggio su di lui Alvarez.
Vazquez a disposizione. Ma Mutti fa intendere che comunque, o dall’inizio o a gara in corso, il trequartista sarà della partita. «Vazquez è a disposizione e sta bene fisicamente. Abbiamo lavorato in settimana per avvicinarlo al suo ruolo, per renderlo partecipe. Si è subito messo a disposizione e ha entusiasmo e noi gli abbiamo dato dei segnali positivi. Lui rappresenta una soluzione, ma abbiamo lavorato su altre due-tre alternative per contrapporci in maniera importante al Napoli. Comunque lui e Mehmeti rappresentano buone alternative».

"Migliaccio? Mi serve a centrocampo". Sempre a proposito di soluzioni, Mutti parla dell’idea Della Rocca come regista e decreta il definitivo ritorno di Migliaccio a centrocampo. «Della Rocca ha già giocato in mezzo a centrocampo a Bologna, ma abbiamo provato altre soluzioni. Migliaccio? Io credo molto nelle competenze, per me è molto importante averlo nella linea di centrocampo. Poi è chiaro che in caso di necessità, lui sa interpretare più ruoli».

Tutti convocati, anche Pinilla. E Mutti ha convocato tutti per questa gara, a eccezione degli infortunati e dello squalificato Ilicic. C’è anche Pinilla tornato ieri dal Cile. « Sono tutti convocati perché voglio che la squadra lavori fino all’ultimo compatta. Poi vediamo chi potrà essere disponibile. Dopo la sosta – aggiunge Mutti-  qualche incognita e qualche rischio ci sono. Ma credo che abbiamo lavorato in modo adeguato. Sarebbe importante è riuscire a passare indenni l’ostacolo Napoli, contro il quale spero di rivedere lo stesso impatto avuto a Novara, con la stessa voglia di batterci e di aggredire».

"Napoli nell'olimpo del calcio italiano". Sì, perché la squadra di Mazzarri fa paura, nonostante qui abbia perso gli ultimi quattro confronti al barbera sempre con lo stesso risultato: 2-1. Ed è ben altra cosa questo Napoli rispetto a quello che proprio quattordici anni fa ha allenato lo stesso Mutti nella stagione 1997/98. «Il Napoli si trova ormai nell’olimpo del calcio italiano. A dimostrazione di ciò, stanno consolidando l’organico e basta vedere il nuovo acquisto. Io, invece, ero arrivato in azzurro in una fase difficile, nell’ultima parentesi di Ferlaino, ma per le ultime partite giocate la gente ci ha amato per quello che abbiamo dato in campo. Poi è iniziata la decadenza del club partenopeo».

Mutti al Barbera, dieci anni dopo. Ma a proposito di amarcord, il momento più importante per Mutti non sarà tanto incontrare una sua ex squadra, quanto il ritorno sulla panchina del Palermo dopo dieci anni. «Certamente sarò emozionato per il rapporto di affetto che ho con la tifoseria rosa. Un affetto che la stessa tifoseria mi ha dimostrato quando sono tornato da avversario. Ma in questo ritorno, quello che proverò di più sarà una grande soddisfazione di entrare in campo da allenatore del Palermo».

Mercato, Aornica e Amauri: più no che sì. Infine, spazio al mercato. Mutti sembra chiudere ad Aronica e ad Amauri. «Aronica è un ragazzo d’oro, ho passato tre anni con lui a Messina. Ogni allenatore lo vorrebbe, ma il Napoli gli ha subito allungato il contratto. Per quanto riguarda Amauri, invece, non credo che arrivi e poi noi dobbiamo lavorare sui giovani che abbiamo. A questo comunque ci pensa il presidente».

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