Sicilia, Cronaca

Fincantieri, quarto giorno di sciopero a Palermo

Dal 2 gennaio, 130 dipendenti del gruppo hanno ricevuto le lettere in cui l'azienda comunica l'accensione della cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre 2013

PALERMO. Per il quarto giorno consecutivo scioperano gli operai del Cantiere navale e dell'indotto, a Palermo, contro il piano della Fincantieri che prevede 140 esuberi.
Dopo l'assemblea di stamattina, per discutere come proseguire la protesta all'indomani dell'incontro convocato da Confindustria a Palermo con i sindacati e azienda, le tute blu hanno deciso di continuare il presidio davanti ai cancelli dello stabilimento. Durante la riunione, Fincantieri avrebbe comunicato ai rappresentati dei lavoratori che, per via dello sciopero, c'é il rischio che non vengano rispettati i tempi di consegna delle due navi in lavorazione al cantiere. "Ci siamo resi disponibili a revocare lo sciopero, purché si riaprisse un negoziato sul piano degli esuberi, ma Fincantieri ha mostrato un atteggiamento di chiusura - dice Francesco Piastra, della Fiom -. Abbiamo colto l'appello del Prefetto, non ci saranno cortei stamattina, il nostro obiettivo non è mettere in ginocchio la città. Per tutta la giornata presidieremo i cancelli dello stabilimento".
Dal 2 gennaio, 130 dipendenti del gruppo hanno ricevuto le lettere in cui l'azienda comunica l'accensione della cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre 2013, secondo i criteri dell'accordo sottoscritto a Roma il 21 dicembre scorso dalle segreterie nazionali di Uilm e Fim (senza la Fiom), che lavoratori e rappresentanti sindacali a livello locale contestano da giorni.


I SINDACATI SI SPACCANO, FIM SI DEFILA. Si spacca il fronte sindacale a Palermo sulla gestione della vertenza Fincantieri. Accogliendo la richiesta del Prefetto Umberto Postiglione, l'assemblea dei lavoratori ha deciso che non ci saranno cortei per evitare la paralisi della città come è successo ieri e che la protesta va avanti col presidio davanti la fabbrica. La Fim però si è dissociata, valutando come positivi i segnali del governo Monti e della Regione siciliana che hanno convocato le parti e proponendo la sospensione della mobilitazione: ieri inoltre, in Confindustria, Fincantieri ha chiesto la sospensione dello sciopero e la ripresa della produzione per rispettare i tempi di consegna di due navi in riparazione, con gli armatori che minacciano la rescissione dei contratti. Durante l'assemblea di stamattina, Giovanni Scavuzzo della Fim, è stato contestato da un gruppo di operai. La tensione rimane alta.

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