Mehmeti si presenta: "Non paragonatemi a Ibrahimovic"

Il nuovo attaccante rosanero: "Lui è una punta centrale, io un attaccante a 360 gradi, il mio lavoro è diverso da quello che fa lui"

PALERMO. «Ibra è una punta centrale. Io, un attaccante a 360 gradi». Si è presentato così oggi a Boccadifalco il nuovo attaccante del Palermo, lo svedese Agon Mehmeti. Le sue parole servono a dribblare gli inevitabili paragoni con il suo connazionale più famoso. «A me piace spaziare su tutto il fonte d’attacco e quindi muovermi anche sulle fasce. Quindi il mio lavoro è completamente diverso da quello di Ibrahimovic». Nessun paragone, ma che l’attaccante del Milan sia fonte d’ispirazione, questo certamente.  «È un grande giocatore in Svezia, un esempio per i giovani attaccanti. Mi ispiro molto a lui, anche perché stiamo parlando di uno dei giocatori più forti al mondo. Ma in comune abbiamo solo il fatto di aver giocato in Svezia nel Malmo».



Proprio il Malmo è l’unica squadra in cui ha giocato Mehmeti e dove ha collezionato ventitre gol dal 2008 in quattro stagioni. Reti che gli sono valse il soprannome di “Super Sub”, dato che alcuni di questi gol sono stati segnati dall’attaccante quando è subentrato a partita in corsa dalla panchina. Anche se il nomignolo non fa proprio impazzire il nuovo numero 24 del Palermo. «A me piace segnare in qualsiasi situazione anche se si tratta di gol facili, basta che la palla entri dentro. Non so quando è arrivato l’interessamento del Palermo, so che mi hanno visto molto la scorsa stagione che è stata molto positiva, quando ho segnato undici gol».



E Mehmeti, che oltre a Ibra dice di apprezzare molto Inzaghi e Milito per la loro intelligenza tattica, adesso è pronto a mettersi al servizio del Palermo, perché no già a partire dalla gara col Napoli, per risollevare le sorti di un attacco che presenta molti infortunati e soprattutto che conta in campionato dieci gol in meno rispetto alla passata stagione. «Non ho nessun timore a giocare questa domenica, ci spero ma poi dipenderà tutto da Mutti, che mi sta aiutando molto a integrarmi. Sono molto felice di essere a Palermo, tutto è nuovo per me, ma spero di avere la mia chance per aiutare la mia squadra a crescere. E ringrazio il presidente di avermi scelto e di aver realizzato il sogno di venire a giocare in Italia. Darò il cento per cento per il Palermo, che è formato da ottimi giocatori tutti professionali».



Non vuole fare proclami, azzardando un numero di gol da realizzare da qui a fine stagione. Ma un sogno ce l’ha giocare in Nazionale. E dopo l’under 21 svedese, Mehmeti ha due possibilità di scelta, essendo nato ventidue anni fa a Pristina, in Kosovo. «Spero di giocare per la Svezia o per l’Albania, ma se proprio dovessi scegliere, opterei per la Svezia perché è un Paese che mi ha dato tanto».
Infine gli viene chiesto un giudizio sui tanti cambi di allenatore avvenuti a Palermo. Dalla risposta di Mehmeti, si capisce quanto questo giocatore arrivi davvero da un altro mondo. «Non saprei davvero cosa dire a proposito, in Svezia non siamo abituati a cambiare così tanti allenatori in una sola stagione».

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