Formazione, boom di cassintegrati

In Sicilia sono già più di duemila per il 2012. A fine anno è scattata la corsa al licenziamento negli enti per ottenere gli ultimi finanziamenti a disposizione. Centorrino: "In tanti chiedono l'assunzione nei ruoli della Regione, ma il presupposto non c'è"

PALERMO. I vertici dell’Enfaga hanno raggiunto l’accordo con le rappresentanze sindacali ieri. E così ecco altri 75 dipendenti della formazione professionale che finiscono in cassa integrazione. Eppure non sono i primi nel 2012. Negli ultimi giorni di dicembre è scattata una corsa al licenziamento in tutti gli enti gestori dei corsi per accedere ai finanziamenti che garantiscano la cassa integrazione prima che si esauriscano. Il risultato è che nel 2012 i dipendenti per cui è pronta la cassa integrazione sono già 2.224. E per capire il livello di emergenza scattato nelle sedi dei sindacati e dell’assessorato all’Istruzione e alla Formazione professionale guidato da Mario Centorrino basti considerare che nell’intero 2011 i cassintegrati della formazione sono stati 3.636. «Di questo passo - è la previsione di Giuseppe Raimondi della Uil - a quella quota arriveremo entro un paio di settimane». Anche perché ci sono enti che stanno mettendo tutti i dipendenti in cassa integrazione. È il caso degli 816 del Cefop e dei 573 dell’Anfe regionale. E ancora, dei 126 dell’Ancol e dei 152 dell’Enaip di Palermo. Si tratta di enti che hanno formalizzato le procedure nei giorni di Natale. Fra il 30 e 31 dicembre si sono mossi invece l’Ires (104 dipendenti in cassa integrazione) e l’Ecap Palermo (85). In precedenza la stessa procedura è stata attivata dall’Interefop per 99 persone, dall’Iripa Sicilia per 27 dipendenti e dall’Aram per altri 167. È una corsa scattata perché gli enti temono che i nuovi corsi, da finanziare con i fondi europei, non partano prima della primavera inoltrata. E allora, di fatto, ecco il tentativo di congelare il sistema spostando i costi del personale sulle casse pubbliche. Non a caso l’assessore Centorrino si chiede «come faranno gli enti che hanno messo in cassa integrazione l’intero personale ad avviare le attività preparatorie per i corsi del 2012?». L’assessore assicura che «a giorni gli enti riceveranno l’ultima tranche del finanziamento del 2011, che corrisponde al 24% del budget. Con queste somme si può tranquillamente anticipare ai dipendenti lo stipendio per i mesi in cui si attenderà l’avvio dei corsi». Ma la corsa alla cassa integrazione sembra inarrestabile anche perché gli enti temono che quest’anno le risorse siano meno di quanto stanziato nel 2011: così si spiega la fretta. La Uil, con Giuseppe Raimondi, avverte che «la situazione è davvero esplosiva e la Regione sta sottovalutando il problema. Noi avevamo previsto che sarebbe finita così. Tutti gli enti fermeranno il personale. C’è bisogno di aumentare i fondi per la cassa integrazione o anticipare l’inizio dei corsi, anche se i segnali che arrivano inducono al pessimismo visto che non sono stati neppure nominati i nuclei di valutazione dei progetti». Tuttavia Centorrino ricorda che «la Regione non paga stipendi ma progetti per corsi». È un modo per evidenziare che dovrebbero essere gli enti, all’interno del budget annuale a gestire le risorse per i dipendenti. In assessorato c’è invece preoccupazione per un altro fenomeno che negli ultimi giorni ha assunto numeri sorprendenti: «Stanno arrivando decine e decine di lettere con cui i dipendenti della formazione ci chiedono di essere assunti nei ruoli della Regione. Il presupposto, a loro dire, sarebbe la continuità di stipendio e il rapporto con un sistema finanziato dalla Regione. Ma è un presupposto che non c’è. Io temo che qualcuno stia alimentando false speranze». È una corsa alla vertenza contro la Regione che secondo i vertici dell’assessorato potrebbe avere una regia.

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