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Migliaccio: "Zampa, basta cambi in panchina"

Il primo proposito per il nuovo anno del vice capitano del Palermo è di fare più tempo possibile con un unico allenatore. "Troppi stravolgimenti non aiutano la squadra e fanno diminuire l'entusiasmo dei tifosi"

PALERMO. Un messaggio, quasi un appello. A mandarlo è Giulio Migliaccio, il vice capitano del Palermo. Il destinatario, anche se non viene esplicitato, è il presidente rosa, Maurizio Zamparini. Sul nuovo anno, infatti, il numero 8 rosanero non ha dubbi sul primo desiderio a livello calcistico. «Il mio proposito è di fare più tempo possibile con un allenatore. Nell’anno appena trascorso sono arrivati cinque allenatori e ci sono stati sei cambi in panchina. Riuscire a fare un anno interno con lo stesso tecnico sarebbe importante».


"Troppi cambi portano al calo di entusiasmo dei tifosi". Migliaccio è uno dei senatori di questo gruppo, ne ha viste tante. Sa cosa significano le continue destabilizzazioni e soprattutto cosa provocano all’interno dell’ambiente dei giocatori e nella tifoseria. «Non voglio dire al presidente che ha fatto male a cambiare, spesso ha avuto ragione. Ma stravolgere spesso non aiuta noi giocatori a trovare quel famoso equilibrio. Quando cambi allenatore, infatti, è sempre difficile, specie per un gruppo nuovo come il nostro. Ma non dobbiamo trovare alibi anche perché il Palermo non sta facendo così male come si sente in giro. Ventuno punti sono un buon bottino, visti i tanti stravolgimenti che potevano creare problemi a qualsiasi squadra». In più, tutto ciò porta a un allontanamento dei tifosi, secondo Migliaccio. «L’entusiasmo della gente è calato e ci può stare. Prendiamo ad esempio la Juve. Ha avuto un lungo periodo di transizione con continui cambi e i tifosi avevano perso entusiasmo, abbandonando lo stadio».


Migliaccio, il rosa nel futuro. Non diminuisce, invece, la voglia e l’entusiasmo di Migliaccio. La fiducia che gli ha rinnovato la società la scorsa estate è stato uno stimolo. La firma sul prolungamento del contratto un’ulteriore prova dell’amore verso i colori rosanero. «Non ho mai pensato di andare via da Palermo. Mi sono sempre preso le mie responsabilità anche nei momenti più complicati. La società mi ha ritenuto incedibile e vado fiero di questo. Certo, poi sarei un ipocrita a dire che non mi sarebbe piaciuto andare al Milan come è successo a Nocerino. Però sono situazioni diverse, io ho trent’anni e Nocerino quattro in meno, le grandi squadre guardano molto all’aspetto anagrafico. Non azzardo però a dire che chiudo la carriera a Palermo, perché voglio giocare ancora a lungo. Ma ad oggi non ci penso lontanamente a cambiare squadra, sento la fiducia di tutto l’ambiente, a partire dai tifosi».

"Maxi Lopez al Palermo? Ho visto arrivare Caserta, Zenga...". E con la maglia del Palermo, Migliaccio sogna ancora un’altra maglia, quella azzurra. «Il coronamento di una carriera in crescendo», lo definisce in vista degli Europei il giocatore rosa, che si esprime anche su un possibile arrivo di Maxi Lopez a Palermo. «In questi anni ho visto arrivare Caserta, Zenga e Silvestre. Se si tratta di giocatori bravi, non importa da quale squadra vengano».

Napoli, il derby di Migliaccio. Infine, uno sguardo al Napoli, primo impegno del 2012 per il Palermo di Mutti. Un derby per Migliaccio. «È vero, per me è una partita diversa dalle altre per motivi familiari. Affrontiamo una big che ha arrancato un po’ in campionato, ma ha sorpreso in Champions. Ci vorrà il miglior Palermo. In che posizione giocherò col Napoli? Intanto voglio giocare, mi piace molto essere impiegato in difesa e non vorrei fare ancora troppi cambiamenti».

Napoli - Palermo: no ai paragoni. A proposito di Napoli, inoltre, Migliaccio evita i paragoni tra le due realtà che si confronteranno domenica sera al Barbera. «Il Napoli ormai fa parte delle big europee, per la città e per il loro presidente, che ha adottato una politica precisa: tenere i migliori e rinforzarsi. Una politica diversa da quella dalla nostra. Ma il Palermo non deve guardare al Napoli, si tratta due dimensioni diverse e io non ho rimpianti per quello che ha fatto il Palermo. Abbiamo dato tutti il massimo, e siamo una società che non è stata mai implicata in nessuno scandalo di alcun tipo».

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