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Il compito di Mutti: "Portare decisione e autorevolezza"

Ecco cosa ha chiesto il presidente Zamparini al nuovo allenatore del Palermo. "Questa squadra ha giocato con un assetto difensivo, ma ancora è troppo presto per individuare un modulo adatto"

PALERMO. Decisione, autorevolezza. Cercare di coinvolgere tutti nel progetto di squadra. Ecco cosa ha chiesto il presidente Zamparini a Bortolo Mutti per il suo ritorno a Palermo dopo la prima esperienza sulla panchina rosanero di dieci anni fa. Sempre a proposito del suo ritorno, Mutti è orgoglioso di questa chiamata da parte del club. «Non arrivo più in una società sull’orlo della retrocessione e tutto ciò a livello personale mi gratifica. So di aver lavorato bene a Bergamo e a Bari nelle due ultime esperienze. Il lavoro è stato apprezzato, c’è questo alla base della chiamata del Palermo». Rispetto alla gestione Mangia, invece, il neo tecnico del Palermo proverà anche a modificare l’assetto tattico della squadra e i maligni potrebbero leggere le sue parole come una frecciatina al suo predecessore. «Fino ad ora è stata una squadra con un’impostazione difensiva. Rivoluzionare l’atteggiamento? Difficile farlo se mancano gli interpreti, ma proverò a cambiare qualcosa».

Impatto positivo. Per farlo, però, Lino Mutti ha bisogno di tempo per conoscere i suoi nuovi giocatori. Ancora troppo presto per esprimere un giudizio. «L’impatto è stato positivo, ma siamo in una fase di lavoro che stiamo portando avanti in ristrettezza numerica di uomini. I ragazzi si stanno applicando e per questo sono soddisfatto. Ancora, però, è azzardato fare una prima valutazione. Infatti non ho ancora intuito il modulo giusto».

Mercato, momento infelice. Una cosa è certa, però. Mutti non esprime proprio grande gioia per il momento in cui è arrivato, a causa del mese di mercato alle porte che catalizzerà le attenzioni dell’ambiente. «Per noi allenatori il mercato è un momento infelice, si creano inevitabilmente situazioni di disturbo. Non abbiamo ancora affrontato l’argomento con il presidente e il direttore sportivo Cattani. Cominceremo dalla prossima settimana anche perché prima vorrei conoscere meglio squadra e giocatori. Se ci sarà bisogno e mi verrà chiesto, farò nomi di mercato».

"Mantovani? Strano il suo accantonamento. Mehmeti, buon inizio". Ma Mutti esprime qualche idea indicativa sui giocatori appena arrivati e quelli che sembrano con le valigie in mano e che magari potrebbero disfarle con l’arrivo del nuovo allenatore. «Mantovani, ad esempio, è un giocatore molto valido, l’ho visto crescere nella Primavera del Torino. Mi è sembrato strano il suo accantonamento. Ho parlato con lui, dicendogli di mettersi a disposizione. Sul portiere, invece, sarà il campo a decidere. Alvarez, inoltre, è un giocatore polivalente che può giocare in tante zone dell’attacco. Manca di prepotenza nella fase finale, è il suo limite. Crea tantissimo, però, ed è un calciatore temuto e fastidioso. Ancora troppo presto per dire qualcosa su Vazquez, mentre è stato molto buono l’impatto di Mehmeti. Non è male questo ragazzo. Donati? È un giocatore di valore che meriterebbe una piazza importante. Ma anche noi abbiamo giocatori importanti a centrocampo e non si deve creare affollamento».

"Dopo dieci anni, trovo grande società".  Ecco, invece, le differenze che ha trovato Mutti nel suo ritorno a Palermo a distanza di dieci anni. «Le conferenze stampa prima si facevano sotto un porticato. Adesso in una sala stampa accogliente». Ma non c’è solo questo. Adesso, è tutta un’altra storia. «Trovo un club da collocare nella fascia medio-alta della Serie A. Poche squadre si possono permettere questo numero di pubblico. E poi dal punto di vista economico, c’è Zamparini che ha fatto crescere la società. E so che c’è un progetto per farla crescere ancora di più».

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