Ars, bocciata la norma salva-parenti

Dal primo gennaio incompatibilità tra la carica di assessore e consigliere. Sarà vietata anche la presenza all'interno dello stesso ente di parenti fino al secondo grado, eletti

PALERMO. L'Assemblea regionale siciliana ha bocciato con voto segreto la norma cosiddetta 'salva-parenti'', inserita nel disegno di legge per l'esercizio provvisorio che prorogava di un anno la disposizione contenuta nella legge elettorale per gli enti locali che entrerà in vigore dal primo gennaio.
La norma prevede l'incompatibilità tra la carica di assessore e consigliere e vieta la presenza all'interno dello stesso ente di parenti fino al secondo grado, eletti. L'articolo che prevedeva la proroga è stato bocciato da 34 deputati, 26 i favorevoli.
La norma di proroga era stata presentata dal capogruppo del Pdl, Innocenzo Leontini, che in aula, prima del voto segreto, aveva spiegato che l'obiettivo "era di scongiurare una valanga di ricorsi e vertenze che paralizzeranno gli enti locali". "Bisognava inserire nella legge elettorale una norma sui tempi di applicazione - ha detto Leontini - ma nella frenesia non fu fatto. Con la proroga volevamo evitare che le regole fossero cambiate in corso d'opera".  A chiedere il voto segreto in aula è stato il deputato del Pd, Bruno Marziano.

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