Sicilia, Editoriali

Dopo il risanamento la crescita

Le manovre di risanamento hanno un inevitabile effetto depressivo. I consumatori, dovendo pagare maggiori tasse hanno disponibilità minori da spendere per cambiare l'auto, comprare la tv nuova, pagarsi un viaggio. Il mutuo però resta. Se lo stipendio non cresce e se i figli non si mettono a lavorare diventerà impossibile onorare gli impegni

Dopo il risanamento la crescita. Per il governo è il momento di pensare alla Fase 2. Certo, messa così, non è proprio un incoraggiamento. I precedenti non sono esaltanti. Prodi l'aveva progettata per il 2008 dopo una grande convention in cui aveva riunito tutti gli esponenti del suo traballante governo. Il governo cadde al ritorno dalla gita. Non meno sfortunato Silvio Berlusconi che aveva scritto un articolo sul Corriere della Sera annunciando una frustata all'economia italiana «come mai si era visto in passato». Sappiamo com'è finita.
Adesso tocca a Mario Monti. Ovviamente speriamo che stavolta il programma abbia maggior successo. Per il bene del governo ma, soprattutto, per la salute dell'Italia. Le manovre di risanamento hanno un inevitabile effetto depressivo. I consumatori, dovendo pagare maggiori tasse hanno disponibilità minori da spendere per cambiare l'auto, comprare la tv nuova, pagarsi un viaggio. In questa maniera scende l'attività produttiva e diventa più difficile pagare il debito. Tanto per capire: è lo stesso fenomeno che si sviluppa nelle famiglie se, improvvisamente, calano le entrate di papà.
Il mutuo però resta. Se lo stipendio non cresce e se i figli non si mettono a lavorare diventerà impossibile onorare gli impegni.
È quello che deve fare l'Italia. Deve lavorare di più, rendere il sistema più efficiente, progettare il futuro superando le divisioni attuali. Confindustria, attraverso il vice presidente Antonello Montante, propone la costituzione di una «cabina di regia» che metta a punto un programma per la crescita economica. A farne parte, le associazioni imprenditoriali, i sindacati, il ministro dello Sviluppo economico e il ministro del Welfare.
Il tavolo non dovrà occuparsi solamente dell'emergenza. Bisognerà utilizzarlo per mettere in comune riflessioni, analisi, valutazioni e considerazioni, in modo tale da individuare i percorsi migliori per la crescita, tenendo in considerazione gli obiettivi principali da raggiungere per rilanciare il Paese: difendere il lavoro, sbloccare le risorse per l'occupazione e sostenere le imprese che credono nel superamento della crisi tramite quelle riforme fondamentali che da troppo tempo dobbiamo fare.
«Abbiamo sicuramente bisogno di proteggere il mercato del lavoro e per farlo dobbiamo aumentare la nostra produttività - spiega Montante -. Se vogliamo perseguire il giusto obiettivo di aumentare i salari, dobbiamo prima recuperare questa produttività, allineandoci al resto d'Europa». Ricetta corretta. Speriamo che si passi rapidamente ai fatti.

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