Ticket per esami, farmaci e visite Stop all'esenzione per 5 mila siciliani

L'Ars ha approvato il disegno di legge che riscrive le regole per il pagamento della tassa sanitaria

PALERMO. Al termine di una lunga giornata di scontri, l’Ars ha approvato la legge che riscrive le regole per l’esenzione dal ticket sanitario. Le nuove norme impongono a 500 mila siciliani, fino a oggi esenti, di pagare per esami, prestazioni specialistiche e farmaci. Sono stati 47 i voti favorevoli, 9 contrari e 2 astenuti.
Cambia dunque il sistema con cui viene certificata l’esenzione dal ticket. Fino a oggi in Sicilia è stato utilizzato il modello Isee, che tiene conto della situazione familiare e lavorativa: chiunque aveva un punteggio così determinato inferiore a 11 mila, era totalmente esente. E così facendo, secondo i calcoli della Regione, a non pagare erano un milione e 650 mila siciliani. Ora si passa invece alla semplice dichiarazione dei redditi: il tetto è fissato a 36.151 euro, chi sta sotto è esente ma solo se ha meno di sei anni o più di 65. Tutti gli altri pagano. La novità consiste, dunque, nel far pagare chi ha un’età compresa fra sette e 64 anni. In questo modo perderanno l’esenzione 500 mila siciliani. Restano valide le esenzioni legate a particolari patologie. Un successivo decreto dell’assessore Massimo Russo potrà introdurre nuove regole sul valore del ticket o su particolari categorie a cui garantire eccezionalmente l’esenzione.
La norma nasce dall’obbligo, imposto a Lombardo dallo Stato, di adeguare il sistema siciliano a quello delle altre regioni. Senza questa legge - ha ricordato Russo in aula - la Sicilia avrebbe perso fondi statali per una novantina di milioni. È questa la somma che corrisponde alle stime sul ticket che verseranno le fasce che hanno perso l’esenzione.
Si è placata anche la polemica, sollevata dal Pd con Pino Apprendi, sul mancato versamento nelle casse regionali del ticket incassato dai convenzionati. L’assessorato ha spiegato che ogni anno assegna a questa categoria un numero minimo di prestazioni che costituiscono il fabbisogno sanitario dei siciliani in questo settore: questo numero minimo vale circa 350 milioni. A inizio anno però la Regione assegna ai convenzionati un budget di circa 310 milioni, permettendo però di trattenere i 40 milioni frutto del pagamento del ticket da parte dei cittadini. In questa chiave, si tratta di una compensazione.
Il Pd, con Pino Apprendi e Lillo Speziale, ha tentato ieri il blitz sulla legge che riconosce le unioni omosessuali sostenuto anche dall’Mpa con Francesco Musotto. Si è arrivati a un passo dal voto ma poi ha prevalso l’ala trasversale che fa capo a Giovanni Ardizzone dell’Udc e Salvino Caputo del Pd e la norma è stata rinviata in commissione: ciò comporterà un rinvio di alcuni mesi. A favore della legge sulle unioni civili si era speso anche Fli. «Sono state inscenate rappresentazioni ridicole e portate avanti battaglie su argomenti pregiudiziali» ha detto Alessandro Aricò, uno dei firmatari del disegno di legge durante una conferenza stampa promossa dal movimento giovanile Generazione Futuro. Per Aricò «questo ddl non mette in discussione la sacralità della famiglia, chiede solo che si possa agire su questioni etiche a partire dal far visita al proprio compagno in ospedale senza essere trattati come estranei».
L’Ars ha anche approvato all'unanimità tutti gli articoli della legge sul contrasto alla violenza delle donne. Bocciato, invece, con 19 voti favorevoli e 40 contrari, il disegno di legge che aiuta gli oratori siciliani.

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