Giambrone, storia di un giovane palermitano di successo

Avvocato, 35 anni, ha studiato a Londra ed ha aperto uno studio legale che ha sedi in tutto il mondo. "Il mio cuore è siciliano, ma i ragazzi devono rischiare e pensare in grande, vedendo quello che c'è fuori da questa meravigliosa isola"

PALERMO. Passione, talento e un pizzico di incoscienza che nella vita (e nel lavoro) non guasta mai. Gabriele Giambrone, 35 anni, palermitano purosangue, è un tipico esempio di giovane rampante che sulla sua pelle ha rischiato mettendosi in proprio, quando tutti gli dicevano che farlo era una follia. Lavorava a Londra, nella City, con uno stipendio da favola, ma la sua passione e la sua tenacia lo hanno portato a fondare la Giambrone Law, uno studio legale che oggi è diventato una realtà assolutamente innovativa per il panorama siciliano, ma anche per quello italiano. Uno studio che oggi può  contare su uno staff giovane e dinamico di oltre 60 membri (l'età media è di 31 anni), distribuiti tra le sedi di Londra, Milano, Roma, Palermo, Tunisi, New York. E non è finita: Nel 2012 è prevista l’apertura di due nuove sedi all’estero ed una in Italia. Oltre 8.000 i clienti consolidati, di 81 Paesi del mondo, mentre il fatturato è in continua crescita: in un momento di crisi mondiale, Giambrone law si avvia a chiudere il 2011 con un incremento di fatturato del 17% ( ed un incremento dello staff del 25%).


"Ho lasciato Palermo a 17 anni per andare a studiare a Londra- dice l'avvocato Giambrone - sono poi andato a vivere in Scozia, mi sono laureato  e ho lavorato alla Royal Bank Scotland per 3 anni, tornando a Londra, nella City. Assistevo la comunità italiana nella capitale inglese, che è abbastanza ampia, poi ho capito che mancava uno studio legale che si occupasse degli stranieri e da lì è nata la mia impresa.  Il nostro team affianca gli imprenditori non soltanto nei momenti “patologici”, di difficoltà (contenzioso, recupero crediti, assistenza fiscale, problematiche del lavoro, ristrutturazione del debito…); ma anche e soprattutto nella routine della vita aziendale, come supporto per la crescita e lo sviluppo (redazione di business plan, studi di settore, ricerche di mercato, processi di internazionalizzazione) - continua Giambrone -
La nostra vocazione è quella di introdurre le imprese a partner stranieri per esportate i propri prodotti nei mercati mondiali con la loro enorme platea di consumatori ed a fornitori stranieri per reperire materie prime a prezzi minori".


Il team GL è in grado di offrire assistenza legale in 12 lingue tra cui anche il russo, l’arabo, il cinese alla propria clientela corporate and private. Uno dei motivi che ha spinto Gabriele Giambrone a mettersi in proprio, oltre all'intuito che qualcosa nel panorama legale in un certo senso mancava, è quello di essere riconosciuto come un nome e non come un "numero":


"Quando lavoravo per la Royal Bank Scotland, nessuno mi conosceva come Gabriele Giambrone - dice - ero individuato come numero di Matricola, nella City, e da lì ho capito che non era una cosa che faceva per me. Ho lasciato uno stipendio davvero da favola, con i miei genitori e i miei amici che mi prendevano per pazzo, ma io volevo avere un nome, volevo fare qualcosa per la comunità, per gli altri. Così - continua - ho aperto un piccolo studio, che ora come un bambino sta pian piano crescendo, grazie a me e a tutte le persone che ci lavorano". Sta crescendo così bene, il Giambrone Law, che si  avvia a divenire il primo studio italiano di avvocati a costituirsi come SPA, non appena la normativa introdotta nell’ottobre 2012 diverrà legge dello stato italiano, a gennaio 2011. 


Ai giovani avvocati palermitani e siciliani dà questo consiglio: "Ci vuole modernizzazione e liberalizzazione. I giovani devono capire che la gestione di un'azienda è questione di unione. Basta con la filosofia che al proprio vicino si devono fare le scarpe, ma che è utile collaborare l'uno con l'altro. In Sicilia il mercato è molto ristretto, è vero, e quindi ognuno pensa per sè, ma al di fuori di questa bellissima isola, a cui io sono fiero di appartenere, esiste un mondo sterminato. Io sono fortunato, ho una visione internazionale grazie ai miei genitori, che mi hanno mandato a studiare all'estero, e forse la differenza tra me e i miei colleghi palermitani è proprio questa.  Bisogna specializzarsi, imparare le lingue, bisogna diversificarsi. I più grossi studi legali non sono italiani, ma esteri. Occorre una visione internazionale. E poi basta con l'idea del rapporto fiduciario con il cliente: lui mi paga per ottenere un servizio, che io farò al meglio delle mie possibilità, ma non occorre conoscersi o sapere tutto l'uno dell'altro per ottenere il risultato migliore". E alla fine un messaggio d'amore per la Sicilia: "Io sono fiero di essere palermitano, la sede principale della mia azienda è qui. A volte mi sento un pesce fuor d'acqua, lavorativamente parlando, ma il mio cuore è tutto qui"

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