Mafia a Palermo, in appello 11 condanne e tre assoluzioni

Processo a 14 presunti boss e uomini d'onore coinvolti nel blitz dei carabinieri, denominato Perseo, che ricostruì gli organigrammi delle "famiglie" del capoluogo e della provincia e scoprì il progetto di ricostituire la "commissione provinciale"

PALERMO. La corte d'appello di Palermo ha confermato - tranne che per un'assoluzione e una riduzione di pena - la sentenza emessa in primo grado nel processo a 14 presunti boss e uomini d'onore palermitani coinvolti nel blitz dei carabinieri, denominato Perseo, che ricostruì gli organigrammi delle "famiglie" del capoluogo e della provincia e scoprì il progetto di ricostituire la "commissione provinciale" sostenuto da una parte dell'organizzazione.
Ad essere assolto - in primo grado aveva avuto 6 anni - è stato GIUSEPPE D'ANNA. Mentre è stata ridotta da 6 anni e 6 mesi a 4 mesi, per una serie di prescrizioni, la pena inflitta a FRANCESCO SORRENTINO. La pena più alta è andata ad ANTONINO BADAGLIACCA (8 anni e 6 mesi). A 6 anni e 6 mesi è stato condannato PAOLO BELLINO. A 6 anni e 4 mesi GIUSEPPE CAIOLA, DOMENICO CARUSO, SALVATORE e GIROLAMO CATANIA, CASTRENZE NICOLOSI, GIUSEPPE RUSSO e SERGIO DAMIANI.
Sei anni e due mesi la pena stabilita per DANIELE BUFFA. Confermate, nonostante l'appello della Procura, le assoluzioni di GREGORIO AGRIGENTO e SALVATORE MULÉ. A loro carico una serie di intercettazioni ambientali dichiarate inutilizzabili per difetti di forma: da qui l'assoluzione.
Il processo di primo grado era stato celebrato in abbreviato.

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