Sicilia, Cronaca

"Caravà, il sindaco antimafia espressione dei boss"

Alla guida di una giunta di centrosinistra, vicino al Pd, Caravà, 52 anni, ragioniere, è stato consigliere comunale dal 2001 al 2006, anno in cui fu eletto sindaco in quota Democrazia europea, promossa da Sergio D'Antoni

CAMPOBELLO DI MAZARA. L'amore dei suoi concittadini, cui  aveva regalato i concerti dei Matia Bazar e di Bobby Solo, e a  cui aveva salvato dall'abbattimento ottocento case tirate sù a  meno di 150 metri dal mare, le espressioni di solidarietà alle  vittime d' intimidazioni, l'annuncio della costituzione di parte  civile nel processo ai favoreggiatori del latitante Matteo  Messina Denaro, la fiaccolata per la legalità, la foto di  Falcone e Borsellino nell'ufficio del Comune simbolo della sua  battaglia antimafia. Questo era il vanto del ragioniere Ciro  Caravà, 52 anni, sindaco di Campobello di Mazara, paesone di  circa 11 mila nella terra di agrumeti e oliveti in provincia di  Trapani. Ma il politico, dicono i pm che hanno chiesto il suo  arresto, e quello di altre 10 persone, per mafia nell'  operazione dei carabinieri del Ros "Campusbelli", aveva in  realtà una "doppia faccia". Il gip ha accolto la tesi.   


  Eletto prima, nel 2006, sorretto dalle liste dei Ds, di  Rifondazione comunista e del Pdci (Prc nel 2008 lo abbandonò),  poi quest' anno a maggio, col nuovo appoggio del Pd e del Mpa,  sconfiggendo il rivale di sempre Daniele Mangiaracina, sindaco  prima di lui e battuto due volte, Caravà secondo l'accusa in  pubblico era platealmente antimafioso ma in realtà era legato a  filo doppio con la cosca di Campobello diretta dal vecchio  padrino Leonardo Bonafede. Mafiosi non di poco conto considerato  che sono tra quelli più vicini a Messina Denaro.     Il sindaco, dicono i pm della Dda palermitana, assisteva  economicamente i parenti dei detenuti mafiosi cui pagava  addirittura i biglietti aerei per le visite in carcere, nominava  consulenti, assessori, e infilava nella sua segreteria, mafiosi  o loro parenti, era sostenuto elettoralmente dalla famiglia  campobellese, aveva affidato la pulizia delle spiagge a una  onlus in cui c'erano sei parenti di boss. Nel suo essere dottor  Jekyll dell'antimafia e, secondo l'accusa, mr Hyde di Cosa  nostra il sindaco non temeva di far parlare di sé: ai suoi  cittadini prometteva l'apertura di un casinò, nel 2006 e poi di  nuovo quest' anno aveva fatto deliberare la riduzione del 50 %  dell'indennità di tutta la giunta (65% della sua), aveva  nominato in 5 mesi 13 consulenti esterni attirandosi le folgori  dell'opposizione di centrodestra, aveva partecipato alla  raccolta di agrumi nel fondo confiscato al boss Nunzio Spezia  (lo stesso che Caravà andò a trovare il 17 ottobre 1989  nell'ospedale Civico di Palermo dopo che i killer al soldo di  Natale L'Ala avevano tentato di ucciderlo a colpi di pistola),  aveva nominato assessore alle comunicazioni e alla legalità  Raffaello Tonon, il giovane noto solo per aver vinto il reality  "La fattoria".    


Nel 2008 Caravà aveva tentato il salto politico candidandosi  alle regionali: ottenne 4 mila preferenze, (2.660 voti a  Campobello di Mazara) ma non ce la fece "perché - dicono i pm  - la lista presentata da Anna Finocchiaro, candidata alla  presidenza della regione per il centrosinistra, non aveva  superato, in ambito regionale, la quota minima.    La tegolona caduta sul sindaco oggi non è però piovuta a  ciel sereno. Nel 2007 era stato denunciato dalla polizia per  estorsione aggravata e voto di scambio. Indagine che si chiuse  con un nulla di fatto. Nel 2008 il ministero dell'Interno   dispose un'ispezione al Comune per verificare infiltrazioni  mafiose. Anche quella volta non ci fu un seguito. Nel 2010 due  consiglieri comunali ex Prc ed ex Margherita che appoggiavano il  sindaco vennero arrestati per concussione. Poi si dimise  Antonino Grigoli del Pd, nipote di Giuseppe, re dei supermercati  e socio del superlatitante Messina Denaro. Caravà riamse sempre  al suo posto senza che si accendessero i riflettori dell'  Antimafia politica, come se tutto fosse regolare a Campobello di  Mazara, anche la nomina Di Rosa Stallone, cognata di un presunto  mafioso, ad assessore o quella di Franco Indelicato a consulente  del sindaco. Indelicato soprannominato "u sacrestano" è stato  condannato a 10 anni di carcere per mafia e accusato di gestire  traffici di droga per conto di Franco Luppino, braccio destro di  Messina Denaro. Su quali temi il consulente consigliava il  sindaco Caravà?.  

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