Contratti dei regionali, stop ai rinnovi fino al 2014

La norma firmata dall’assessore al Personale, Chinnici, prevede anche che la Regione possa trasferire propri dirigenti a Comuni e Province per un biennio. Aumentano i precari da stabilizzare

PALERMO. Stop al rinnovo dei contratti collettivi per i dipendenti regionali fino al 2014 e stop anche al recupero dei contratti non rinnovati nel biennio 2010-2011 e 2012-2013. La norma che doveva finire nella Finanziaria per bloccare gli aumenti ai regionali è stata inserita dal governo nel testo sulle stabilizzazioni dei precari. Scatta quindi subito, visto che la legge sarà approvata entro fine anno. Nulla si dice per gli altri due bienni scaduti (2006-2007 e 2008-2009) per cui è in corso un braccio di ferro fra governo e sindacati sul sblocco degli 80 milioni necessari. Ma la norma appena firmata dall’assessore al Personale, Caterina Chinnici, e spedita ieri all’Ars, prevede anche che la Regione possa trasferire propri dirigenti a Comuni e Province per un biennio e possa anche trasferire i dipendenti all’interno dei vari uffici regionali con più facilità. L’obiettivo è quello di trovare risorse e spazi per la stabilizzazione dei precari. E anche in questo caso il testo ufficiale prevede novità rispetto alle indiscrezioni. Spariscono i tetti individuati nella prima versione, quando si parlò di un concorso da circa 1.500 posti. Ora gli unici limiti sono la dotazione organica e il budget disponibile: saranno i dipartimenti a indicare le persone di cui hanno bisogno e l’assessorato all’Economia a decidere quante stabilizzazioni effettuare. Poi scatterà il decreto di Lombardo per indire il concorso: verrà messo a bando un numero maggiore di posti per far sì che la riserva dia garanzia ai precari attuali. Procedura contorta che fa già discutere, anche perchè il disegno di legge nella versione definitiva allarga le categorie che possono sperare nella stabilizzazione. Il cosiddetto piano triennale del personale, una mappa dei posti che si libereranno fino al 2014, dà priorità anche ai 400 catalogatori dei Beni culturali che costano circa 25 milioni all’anno e al personale degli uffici di ragioneria e consulenza legale. In quest’ultima categoria potrebbero rientrare - secondo interpretazioni - figure che hanno lavorato negli uffici di gabinetto. Le altre priorità erano note: i precari della Protezione civile (oltre 300), quelli dell’ex Agenzia dei rifiuti (circa 250) e quelli dell’assessorato al Territorio (una novantina). La stabilizzazione scatta dal dicembre 2012: il concorso va completato entro quella data e nell’attesa scattano le proroghe dei contratti che si estendono anche a migliaia di precari dei consorzi di bonifica. Va in scena però uno scontro fra poveri perchè per coprire il costo delle stabilizzazioni (51 milioni all’anno), secondo la deputata del Pid Marianna Caronia, la Regione preleverà soldi dal capitolo degli Asu, l’ultima categoria rimasta senza posto fisso: «Questo testo non dà garanzie. L’inserimento in pianta organica di altre categorie di lavoratori, oltre i 750 previsti, non consente la stabilizzazione in quanto i vuoti d’organico non sarebbero capienti per tutti i destinatari. E non si può andare a danno di altre categorie, come nel caso degli Asu».

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