Tagli ai compensi del cda, nuova guerra Amat-Comune

Prevista, se il bilancio chiuso in passivo, una decurtazione del 30 per cento dei compensi del consiglio d'amministrazione. Mario Bellavista, presidente dell'azienda: "E' una follia. Gli amministratori vanno sanzionati se gestiscono male ma va visto caso per caso. Negli ultimi tre anni abbiamo fatto risparmiare 10 milioni all'anno"

PALERMO. È di nuovo guerra tra Comune ed Amat. Ancora una volta lo scontro è sulla decurtazione dei compensi del cda dell’azienda di trasporto. Tanto che i legali hanno presentato un nuovo ricorso al Tar per chiedere l’annullamento dell’articolo 9 del regolamento sul controllo analogo delle aziende partecipate. Un atto approvato dal consiglio comunale che regola i rapporti tra amministrazione e società partecipate e prevede, qualora si chiuda il bilancio in passivo, una decurtazione del 30 per cento dei compensi del cda.
A dare man forte all’avvocatura comunale nel sostenere le ragioni di Palazzo delle Aquile arriva il parere del ragioniere generale Paolo Basile secondo il quale, in buona sostanza, non si può accettare che il cda dell’Amat voglia sfuggire alla sanzione sostenendo che l’amministrazione era già a conoscenza di un bilancio in rosso.
«È ovvio - scrive Basile - che l’interpretazione della società circa il significato di ”risultato economico positivo” è del tutto fuorviante poiché unanimamente si concorda che il risultato economico positivo di una società coincida con l’utile che risulta dal bilancio di esercizio e non con l’assenza di scostamenti tra dato previsionale e dato consuntivo».
La parola passa ai giudici amministrativi, resta il braccio di ferro tra Amat e Comune che, è ovvio, ormai va al di là della semplice questione legata ai compensi del cda. «Stiamo parlando del 30 per cento su un compenso di 54 mila euro lorde per il sottoscritto e di poco più della metà per gli altri due componenti, Nino Caronia e Giuseppe Giordano - sbotta Mario Bellavista, presidente dell’Amat -. Per noi l’articolo 9 del regolamento sul controllo analogo è una follia. Gli amministratori vanno sanzionati se gestiscono male ma la gestione va vista caso per caso. Voglio ricordare che negli ultimi tre anni abbiamo fatto risparmiare 10 milioni all’anno e il passivo di 4 milioni è causato dall’adeguamento del contratto nazionale, soldi mai rimborsati, e dai minori trasferimenti del Comune per 10 milioni».
Sulla polemica si inserisce Maurizio Pellegrino, consigliere comunale del Pd secondo il quale «se non ci fossero di mezzo i soldi del contribuente e il pessimo servizio di trasporto fornito la vicenda potrebbe essere persino comica; il Comune, per il tramite dei suoi Uffici, rileva il pessimo andamento dell'Amat e decide, in virtù di una delibera approvata dal consiglio comunale di decurtare i compensi degli amministratori. Gli amministratori, con motivazioni speciose, si rivolgono addirittura al Tar per vedere riconosciuti integralmente i loro lauti compensi. La verità - continua Pellegrino - è che l’Amat va molto male. Basti citare il rapporto ricavi-costi: per l’Amat è di poco più del 10 per cento rispetto a una media nazionale del 35 per cento».

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