Manovra, si cercano le coperture finanziarie ed è polemica sugli stipendi

L'alleggerimento Imu e l'intervento sul blocco delle pensioni valgono 4-5 miliardi di euro. Emendamento sui tagli ai compensi dei politici. Fini: "Norma scritta male"

ROMA. Governo e Parlamento lavoreranno per cercare le coperture alle correzioni richieste dalla maggioranza sulla manovra. Le modifiche che vorrebbe il Parlamento, tra alleggerimento Imu e intervento sul blocco delle pensioni, sono in questo momento nell'ordine dei 4-5 miliardi di euro. Una cifra enorme e per questo i tecnici lavoreranno anche su diverse possibilita' nell'ambito delle misure individuate. L'obiettivo e' quello di tarare le correzioni sulle risorse che alla fine saranno effettivamente reperite.



La Commissione Bilancio della Camera ha per oggi terminato i lavori sulla manovra. Tornera' a riunirsi domani sera alle 20.30. Governo e relatori lavoreranno in quest'arco di tempo per verificare quali correzioni possano essere apportate. I temi sono stati individuati e si lavora ora essenzialmente sulle coperture. Il via libera della Commissione alla manovra dovrebbe arrivare lunedi'. Circa il 30% degli emendamenti alla manovra, presentati alla Commissione Bilancio della Camera, non ha superato il vaglio dell'ammissibilita'. ''Considerato che il contenuto del decreto e' molto eterogeneo, rispetto alle altre volte c'e' stata maggiore flessibilita''', ha dichiarato il presidente della Commissione Bilancio, Giancarlo Giorgetti, a margine dei lavori a Montecitorio.


VERSO EMENDAMENTO SU STIPENDI PARLAMENTARI  - Si va verso un emendamento correttivo della misura sugli stipendi dei parlamentari. ''L'emendamento potrebbe essere nostro o del governo'', riferisce il relatore Pier Paolo Baretta (Pd), a margine dei lavori della Commissione Bilancio sulla manovra. ''La Commissione Giovannini deve portare a termine il suo lavoro - dice Baretta riferendosi al gruppo che sta studiando l'equiparazione degli stipendi italiani a quelli europei - ma il punto e' che il governo non puo' agire con un decreto ma e' il Parlamento che lo deve recepire''.


Escludo che nel Parlamento ci possa essere un'azione dilatoria o di contrasto nei confronti di quello che inopportunamente il Governo ha inserito nel decreto: la riforma delle indennita' e del trattamento economico degli stipendi dei parlamentari, adeguandoli alla media di quelli degli altri paesi europei''. Lo ha detto a Cagliari il presidente della Camera Gianfranco Fini. Fini ha ricordato che e' stata istituita una commissione presieduta dal presidente dell'Istat con lo scopo di per ''individuare una modalita' che non si discosti troppo da quella gia' in atto negli altri paesi europei''. ''Questa commissione terminera' il proprio lavoro nel piu' breve tempo possibile - ha continuato il presidente - mi auguro che lo faccia nelle prossime settimane, dopodiche' le due Camere tradurranno in apposite norme interne il risultato dei lavori di questa commissione. Nel decreto del governo la norma era stata scritta male - ha concluso - nel senso che non e' possibile intervenire per decreto nell'ambito di questioni che sono di competenza esclusiva delle Camere''

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