"Tagliamo gli enti inutili"

Giuseppe Castiglione, presidente dell’Unione province italiane e coordinatore regionale del Pdl: "Chiudiamo tutte le partecipate, i consorzi e ciò che resta degli Ato. Così avremmo un vero risparmio. Sono d’accordo nel ridurre le indennità ma svuotarle di contenuti o azzerarle del tutto è un errore"


PALERMO. «Il vero taglio ai costi della politica dovrebbe essere fatto colpendo gli enti nati non per volere degli elettori e che sfuggono a ogni controllo. Chiudiamo tutte le partecipate, i consorzi e ciò che resta degli Ato. Così avremmo un vero risparmio. Invece si parla di diminuire le assemblee elettive che sono uno spazio di democrazia scelto dagli elettori». Giuseppe Castiglione parla da presidente dell’Unione province italiane, prima che da coordinatore regionale del Pdl.

NON È SODDISFATTO DELLE IPOTESI MESSE SUL TAPPETO DALLO STATO E DALLA REGIONE?
«Io faccio solo qualche esempio. Quando mi sono insediato alla presidenza della Provincia di Catania c’era un Ato idrico creato da Raffaele Lombardo che costava solo per mantenere il consiglio di amministrazione 80 mila euro l’anno. C’era chi guadagnava fra 5 e 6 mila euro al mese. E di tutto ciò nessuno sapeva nulla. Ci sono mille altri casi simili in Sicilia e in Italia. Si parta da questi casi».

MI FA QUALCHE ALTRO ESEMPIO?

«Quando è stata smembrata la Tirrenia, le compagnie satelliti sono state regalate alle Regioni in cui operavano. Per rilevare la Siremar la Regione Sicilia ha invece creato una nuova società. E poi restano in vita partecipate come Sicilia e Servizi, Mercati agroalimentari e Sviluppo Italia Sicilia. Se fossi in Confindustria protesterei per il ruolo e le commesse che la Regione assegna a Sviluppo Italia Sicilia falsando il mercato e togliendo spazi alle imprese sane».

EPPURE IL PIANO DI RIDUZIONE DELLE PARTECIPATE È UNA DELLE POCHE COSE REALMENTE REALIZZATA DALLA REGIONE.
«È insufficiente. La verità è che malgrado la buona volontà, le idee dell’assessore all’Economia Gaetano Armao si scontrano con la politica degli annunci di Lombardo».

MA LEI DA COSA INIZIEREBBE?
«Detto delle partecipate, io andrei avanti con tutti i consorzi di bonifica che malgrado gli annunci restano sempre in vita. Poi proseguirei con la vera chiusura degli Ato rifiuti e idrici. Faccio un altro esempio, in Sicilia esistono i Gal - Gruppi di azione locale - realizzati dai sindaci. Qualcuno li controlla? E poi perché non fermare la proliferazione di enti parco, bacini imbriferi e via dicendo?».

MA VOI SIETE STATI AL GOVERNO PER QUASI UN DECENNIO E NON LO AVETE FATTO.
«Io sono stato l’assessore che ha avviato la privatizzazione degli enti economici. La verità è che adesso il problema si è spostato. Si parla sempre di tagliare le Province, ridurre i consigli comunali. Ma queste sono tutte assemblee elettive nate col voto del popolo e su cui c’è un controllo diretto di organi istituzionali e dunque della gente. Sono d’accordo nel ridurre le indennità ma svuotarle di contenuti o azzerarle del tutto è un errore».

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