Allegri attende il rinnovo del contratto

Il tecnico: "Galliani ha detto che resterò fino al 2014. Inzaghi scontento? Farà le sue valutazioni"

CARNAGO. "Io sono uno diretto", dice di sé Massimiliano Allegri. E la conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Genoa lo conferma. In mezz'ora spiega che attende il rinnovo di contratto promesso mesi fa, non offre nuovo spazio a Pippo Inzaghi che medita l'addio, e fra una cosa e l'altra sollecita il suo Milan a non abbassare il ritmo, "a essere ancora più cattivo" perché la rimonta della Juventus a Napoli ha consolidato le credenziali bianconere.
In ordine di importanza, si comincia con il rinnovo. Fra le righe si vede che è un tasto dolente per l'allenatore, l'unico delle squadre di vertice a parte Edy Reja con un contratto in
scadenza a giugno. "Non ci saranno sorprese, assolutamente", dice Allegri, confidando nella parola data dall'ad Galliani dopo la conquista della Supercoppa a Pechino. Era agosto, quattro mesi dopo non ci sono novità e all'orizzonte spunta il nome di Marco Van Basten, da sempre pallino di Silvio Berlusconi.
"Galliani ha detto che resterò fino al 2014, sia a lui sia al presidente ho spiegato che la mia ambizione è quella di rimanere - chiarisce Allegri -. Da parte mia non c'é nessun
problema. Bisogna solo mettersi a parlare e definire tutto".  Potrebbe discuterne direttamente con Berlusconi, che si appresta a tornare formalmente al vertice del club. "Berlusconi
- spiega Allegri - è sempre stato il presidente del Milan, ma adesso spero che venga più spesso a Milanello, perché la sua presenza fisica è uno stimolo in più per tutto l'ambiente".
 Un ambiente piuttosto sereno in questo momento, se si fa eccezione per Inzaghi, che medita l'addio a gennaio, corteggiato da vari club italiani (vedi l'Udinese) e stranieri (Blackburn, Apoel Nicosia). "Se è scontento, dovrà fare le sue valutazioni con me e la società - taglia corto Allegri -. Secondo me Inzaghi deve restare, perché nell'arco del
campionato può ritagliarsi il suo spazio. Io parlo sempre chiaro, a volte anche troppo. E' normale che all'inizio è stato difficile mandarlo in campo: perché ha 38 anni, ed era reduce da un intervento al crociato. Lui è la quinta punta, ma può trovare spazio".
Finora ha giocato solo 25', ed è stato escluso dai convocati anche per la trasferta di Genova, in cui mancheranno Van Bommel, fermato da un'infiammazione al ginocchio e  sostituito davanti alla difesa da Ambrosini, oltre agli altri infortunati Abbiati e Nesta, rimpiazzati rispettivamente da Amelia e Yepes. In attesa del rinforzo in attacco ("Tevez è ottimo, ma pensiamo al presente"), sta convincendo Pato. Rientrato dopo l'ennesimo infortunio muscolare, il brasiliano "ha ritrovato il gol, sta bene fisicamente e psicologicamente e ora andrà in crescendo", conta Allegri, che medita di scegliere proprio Pato al posto di Robinho per affiancare Ibrahimovic a Genova, in una partita che può lanciare i rossoneri in testa solitari almeno in attesa dei risultati di Juventus e Udinese. Difficilmente ci sarà spazio dall'inizio per Seedorf, che in un'intervista ha consigliato allo svedese di giocare più vicino alla porta. Allegri (che fra l'altro smentisce il gossip di un flirt con Barbara D'Urso) commenta con una battuta: "A Coverciano ci sono i corsi da allenatore, li può fare tranquillamente...". Più diretto di così è difficile.

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