A febbraio l'ultimo summit delle cosche palermitane. I dettagli

L’incontro in un ristorante nel quartiere Zen: Villa Pensabene. A tratti tra i boss ci sarebbero stati momenti di tensione tanto da fare temere agli inquirenti, che intercettavano il summit, l'esplosione di una nuova guerra di mafia

PALERMO. Per il summit più importante degli ultimi anni hanno scelto un noto ristorante nel quartiere Zen a Palermo: Villa Pensabene. Il 7 febbraio scorso per parlare di soldi, affari, pizzo e potere lì si è riunito il nuovo gota della mafia palermitana: molti dei padrini presenti sono finiti in cella oggi arrestati nel corso di tre distinte operazioni contro le cosche condotte dai carabinieri del Comando provinciale e del Ros, dagli agenti della Mobile e dalla polizia valutaria della guardia di finanza.
Colpiti al cuore i mandamenti di Tommaso Natale, Resuttana, Brancaccio e Passo di Rigano.
Attorno al tavolo, a Villa Pensabene, c'erano GIULIO CAPORRIMO, GIOVANNI BOSCO, GIUSEPPE CALASCIBETTA (poi assassinato), ALFONSO GAMBINO, CESARE LUPO, NINO SACCO e GIUSEPPE ARDUINO.
A tratti - emerge dalle indagini - tra i boss ci sarebbero stati momenti di tensione tanto da fare temere agli inquirenti, che intercettavano il summit, l'esplosione di una nuova guerra di mafia determinata dall'assenza di un vero leader in grado di mantenere la pace tra le famiglie.

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