“Fa incendiare il suo ristorante per l’assicurazione”, arrestato a Gela

GELA. Un esercente di Gela avrebbe fatto incendiare, il 31 maggio scorso, il suo bar-ristorante, l'Hi-Tech Café in via Licata, a Gela, per apparire vittima del racket e incassare così i soldi dell'assicurazione. I carabinieri, coadiuvati dalla Guardia di Finanza e coordinati dalla procura gelese, hanno scoperto la presunta simulazione, hanno identificato presunti autore e  mandante del danneggiamento, e li hanno arrestati in esecuzione di due ordini di custodia cautelare in carcere con l'accusa di incendio aggravato in concorso. Gli indagati sono Rocco Ascia, 36 anni, commerciante, gestore del ristorante intestato alla moglie, e Alessandro Di Fede, 20 anni, presunto esecutore del rogo. L'attentato distrusse quasi completamente il locale, danneggiò la struttura dell'edificio che lo ospitava, mettendone  a rischio l'agibilità. I sospetti dei carabinieri sorsero appena i vigili del fuoco ebbero modo di accertare che il rogo era doloso e che porte e finestre dell'esercizio non presentavano alcun segno di effrazione. Successive indagini, corroborate da intercettazioni, pedinamenti, accertamenti patrimoniali, appostamenti e interrogatori di testimoni, hanno fatto scattare gli arresti.  Alle 2 di notte del 31 maggio, Ascia sarebbe uscito dal bar-ristorante lasciando la porta aperta per fare entrare Di Fede, che sparse la benzina e poi appiccò il fuoco. Poco dopo, la violenta deflagrazione e l'incendio che distrusse ogni cosa. Per il colonnello Alessandro Magro, comandante del reparto territoriale di Gela, "l'operazione denominata Fire-Tech, non solo ha permesso di smascherare la simulazione, ma contribuisce anche a fotografare la realtà socio-criminale della città in modo più aderente alle sue attuali caratteristiche".

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