Deputati Ars e amministratori, stretta della Corte Costituzionale

Contro i doppi incarichi, stavolta dei parlamentari regionali, si «abbatte» una pronuncia di illegittimità contro una legge regionale del 2009. Già costretto a decidere Pino Federico, presidente della Provincia di Caltanissetta. Ecco gli onorevoli in bilico

PALERMO. Contro i doppi incarichi, stavolta dei deputati regionali, si «abbatte» un'altra sentenza della Corte Costituzionale. Ieri, infatti, è stata depositata la pronuncia di illegittimità per la legge votata dall'Ars nel 2009 con la quale si consentiva ai parlamentari siciliani, in caso di ricorso per incompatibilità, di attendere a lungo - sino «al passaggio in giudicato» del verdetto in sede civile - prima di optare tra Palazzo dei Normanni e la carica occupata in un ente locale.
La questione di costituzionalità, comunque, era stata sollevata dalla prima sezione civile del Tribunale di Palermo nella «azione popolare» di un elettore contro il presidente della Provincia di Caltanissetta e deputato Mpa PINO FEDERICO. Lui, adesso, dovrà decidere entro dieci giorni: «Sono molto combattuto, ma le sentenze sono fatte per essere rispettate - commenta l'esponente politico gelese -. Valuterò tenendo anche conto del fatto che esiste un disegno di legge per la soppressione delle Province e che per carenza di risorse, malgrado tutti i nostri risparmi, non ci è consentito di operare come vorremmo nei settori principali di nostra competenza, ovvero edilizia scolastica e viabilità. Nel doppio incarico, comunque, io ho finora fatto risparmiare il mio ente, perché non percepisco i 100 mila euro di stipendio dovuti al presidente».
A differenza di Federico, invece, potrà almeno per ora restare in «doppia poltrona» il sindaco di Messina e deputato regionale Pdl, GIUSEPPE BUZZANCA. Il suo legale, Marcello Scurria, sottolinea infatti come il dispositivo della Consulta «si applica tra le parti, che sono il presidente Federico e il ricorrente, mentre non interessa il mio cliente». Quando sarà promossa un'azione contro Buzzanca, si vedrà - conclude Scurria -. Per adesso, è stata rigettata in primo grado e in Appello un'azione tendente a dichiararlo decaduto da sindaco. Eventualmente, invece, potrebbe esserne considerata ammissibile soltanto una relativa alla prima carica di parlamentare all'Ars». Altro sindaco-deputato è GIOVANNI PANEPINTO del Partito Democratico. Lui, però, è alla guida dell'amministrazione di Bivona, in provincia di Agrigento, che conta meno di 5 mila abitanti e, quindi, non rientra nella normativa sulle incompatibilità.
Al di là dei casi di applicazione, la sentenza di ieri rappresenta un ulteriore successo per l'avvocato messinese Antonio Catalioto che viene ormai considerato una sorta di «crociato» nella battaglia contro i doppi incarichi. Lui, ex assessore al Comune di Messina, ha infatti rappresentato dinanzi alla Corte le ragioni di chi ha chiesto la decadenza di Pino Federico dalla carica di deputato, ma Catalioto è stato anche il protagonista della battaglia legale che s'è recentemente conclusa con le dimissioni del sindaco di Catania, RAFFAELE STANCANELLI, dal Senato. Nei mesi scorsi, infine, una sentenza della Cassazione aveva imposto la scelta tra Comune di Acicatena e Assemblea regionale a Raffaele Nicotra, che fa parte del gruppo Udc. Nicotra aveva, quindi, lasciato il Palazzo della sua cittadina.

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