Sciopero dei benzinai: "In Sicilia adesione al 70%"

Il dato fornito dal sindacato Faib-Confesercenti. Nell'Isola la protesta è cominciata con un giorno di anticipo rispetto al resto del Paese

PALERMO. In Sicilia circa il 70 per cento dei benzinai ha aderito allo sciopero nazionale per chiedere il rinnovo del Bonus fiscale, con punte del 90% a Catania, Messina e Siracusa. E' quanto riferisce il sindacato Faib-Confesercenti, che insieme a Fegica-Cisl e alla Figisc-Confcommercio è tra i promotori della protesta. Rispetto al resto del Paese, dove lo sciopero inizia oggi, in Sicilia è cominciato ieri alle 19,30; se non ci saranno revoche, i distributori della rete stradale e autostradale riapriranno alle 7 di venerdì prossimo. Sono 2 mila e 400 circa gli impianti presenti nell'isola per un totale di 4 mila e 800 addetti.
"Tra i motivi dello sciopero in Sicilia - dice il segretario regionale della Fegica Cisl Antonio Munafò - c'é anche il caro gasolio. Nonostante la presenza di raffinerie, il prezzo della benzina è il più alto d'Italia. Chiediamo la liberalizzazione del settore. Il mercato è ingessato, ai gestori è negata la possibilità di rifornirsi a prezzi competitivi, perché la legge impone l'esclusiva per l'approvvigionamento con le compagnie di riferimento".
"Per questo lanciamo un appello - aggiunge il sindcalista - al governo regionale e chiediamo un intervento, ponendo la questione al livello nazionale, in virtù dell' autonomia". Per il presidente della Faib Confesercenti Sicilia, Stello Bossa "c'é anche il problema della sicurezza degli impianti". "Circa il 30% - dice Bossa - andrebbe chiuso, perché non a norma o poco sicuro".

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