Palermo, Cascio: "Non vorrei essere il candidato sindaco"

Il presidente dell'Ars ha ufficializzato il passo indietro nella corsa a Palazzo delle Aquile. Un rifiuto cortese, ripetuto poi a Renato Schifani, che fa impennare improvvisamente le chance di Roberto Lagalla e Simona Vicari

PALERMO. «Non vorrei essere io il candidato a sindaco di Palermo»: seduto di fronte ad Angelino Alfano, Francesco Cascio ha ufficializzato il passo indietro nella corsa a Palazzo delle Aquile. Un no cortese, ripetuto poi a Renato Schifani, che fa impennare improvvisamente le chance di Roberto Lagalla e Simona Vicari.



Tornato da Washington, Cascio ha fatto scalo a Roma e lì ha messo a punto la strategia per i prossimi mesi. «La scelta del Pdl non si è fermata a me. C’erano da tempo dialoghi avviati con altri eccellenti possibili candidati» è l’unico commento del presidente dell’Ars. Nello scacchiere delle candidature, la mossa di Cascio (che al tesseramento ha messo insieme circa 3 mila iscritti raggiungendo il top fra i palermitani) sposta pedine importanti e apre la corsa verso altre posizioni di primo piano. Ai vertici del Pdl è forte la convinzione che un eventuale voto anticipato per le Politiche porti con sè anche il voto per la Regione che a quel punto potrebbe perfino coincidere con la campagna elettorale per le Comunali. Dunque Cascio potrebbe correre per la successione a Lombardo affrontando una campagna elettorale che «sente» di più e nell’attesa continuare a guidare l’Ars in quella che si annuncia come la fase legislativa più calda degli ultimi anni. In questo quadro con Gianfranco Miccichè e il suo Grande Sud (già in pista per Palazzo d’Orleans) si aprirebbe una trattativa su tutte le candidature. Al sottosegretario potrebbe essere garantita la rielezione dei fedelissimi a Roma e potrebbero essere suoi molti candidati nei 140 Comuni chiamati al voto. Basterà?



Nell’attesa della verifica da ieri è tornata d’attualità la candidatura di Roberto Lagalla, tecnico da sempre gradito ad Alfano, così come quella di Simona Vicari. Il tutto passerebbe da un accordo dei big palermitani che potrebbe evitare le primarie già annunciate. Nel Pd invece la frattura fra l’ala bersaniana e la corrente Lumia-Cracolici è conclamata. A Roma non sono piaciuti i no alla Borsellino dopo il suo rifiuto di allearsi con Lombardo e la disponibilità manifestata a sostenere candidati del terzo polo (Giosuè Marino in primis). Del malumore si fa portavoce Tonino Russo: «Bisogna rispettare le decisioni prese dal partito. Non mi pare che da nessuna parte sia stata decisa un’alleanza organica sul territorio col terzo polo. Tra l’altro a Catania Lombardo governo col Pdl. La candidatura di Rita è stata decisa da Bersani e Lupo. Fa rabbia che qualcuno nel Pd lavori sempre per il proprio punto di vista o per il Re di Prussia. I tentativi del terzo polo di scomporre il centrosinistra sono un’ipotesi irreale».


LOMBARDO: "ENTRO SETTIMANA PROSSIMA CANDIDATO TERZO POLO" - "Entro la prossima settimana  faremo il nome del candidato del Terzo polo a sindaco di  Palermo". Lo ha detto il presidente della Regione e leader  dell'Mpa Raffaele Lombardo a margine di un convegno sul  Federalismo a Palermo. 

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