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Soluzione in casa, Zamparini: "Cattani diesse e fiducia in Mangia"

Ecco le decisioni del presidente del Palermo, oggi in città, dopo le dimissioni di Sean Sogliano. "Con il tecnico va avanti il progetto. Per lui adeguamento di contratto"

PALERMO. Luca Cattani, Devis Mangia. Dopo le dimissioni del direttore sportivo, Sean Sogliano, il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini riparte da questi due nomi. Anticipando le domande dei cronisti riuniti oggi nella sala stampa dello stadio Barbera, il numero uno rosanero mette subito in chiaro le cose. «Cattani ha le carte in regola per fare il direttore sportivo e lo sarà in questo periodo di “vacatio”. Con Mangia, invece, ho avuto oggi un bellissimo incontro. Il progetto continua con lui sulla panchina».


Dopo Sogliano con soluzione interna. Futuro... Nessun nome nuovo alla fine. La soluzione interna ha prevalso e non si assisterà, quindi a una situazione simile a quella dello scorso anno con la poltrona di diesse vuota fino alla fine della stagione. Che quella di Luca Cattani poteva essere la scelta fatta dal presidente, si era capito al suo arrivo allo stadio. Zampa, infatti, era accompagnato proprio dall’uomo che fino ad oggi ha ricoperto il ruolo di capo degli osservatori. E proprio Cattani potrebbe essere l’ultimo diesse. Zamparini, infatti, per il futuro ha un’altra idea in mente. «Per il momento c’è Cattani. Per il futuro ho individuato colui che mi sostituirà e farà il Galliani del Palermo. Ho troppi impegni, voglio passare in seconda linea. Sono stanco ma non del Palermo, bensì del calcio. Avevo chiesto a mio figlio, ma mi ha detto no». Sul nome del “Galliani rosanero”, bocche cucite. Al momento l’unica ipotesi plausibile sembra portare a Giorgio Perinetti.

Fiducia in Mangia e nuovo contratto in vista. Capitolo Mangia. Il primo gesto di fiducia nei suoi confronti da parte del presidente sarà il rinnovo di contratto. «Era dispiaciuto per Sogliano, ma gli ho riconfermato la mia fiducia. Ho dato mandato all’amministratore delegato di adeguargli contratto. Lo ritengo un allenatore da Palermo e non da Primavera col quale portare avanti un progetto. La situazione che si è creata non è simile a quella dello scorso anno. Nella scorsa stagione c’era bisogno di un cuscinetto perché tra me e Rossi non c’era dialogo. Ma tra me e Mangia c’è un ottimo rapporto. Io non voglio fare la formazione, ci mancherebbe. Ma voglio avere dialogo, parlare col mio tecnico di una strategia. Credo tanto in lui e l’ho invitato ad avere la stessa umiltà di quando è arrivato. Penso anche che andremo a vincere tante gare in trasferta. Avete visto che squadre abbiamo incontrato fino ad ora fuori casa? Prendiamo l’Udinese che ha un campione che si chiama Guidolin. È maturato e ha cominciato a vincere quando ha cambiato modulo. Mangia può giocare come vuole. Appena mi ha detto che adatta il modulo a seconda dei giocatori che ha, mi ha aperto il cuore. La mia tranquillità deriva dal mio allenatore».


Addio Sogliano, i perché dello scontro. Ma è anche il momento di fare un piccolo passo indietro. La domanda è semplice. Perché Sogliano si è dimesso? Ecco la risposta del presidente rosa. «Veniva da una realtà in cui era abituato a fare un po’ tutto, dal presidente al direttore sportivo. Riteneva di avere questa indipendenza anche qui. Ma io non gliel’avrei concessa neanche se fosse stato Moggi. Speravo di ricomporre lo strappo, ma lui mi ha detto che se ci mettevamo d’accordo oggi, poi avremmo litigato tra tre mesi. Gli potrei affidare anche il mio portafoglio perché è una bravissima persona, ma non gli posso dare in mano il Palermo, perché non ha le credenziali. Non ci confrontavamo. Ho litigato con lui domenica, perché la sera prima viene a cenare da me e non mi dice degli sconvolgimenti tattici in vista del match con l’Udinese, per poi scoprirli dieci minuti prima della partita. Ma perché non me lo dicevi la sera prima?, mi sono chiesto».


Mercato, in arrivo due punte. Si passa poi a parlare di mercato. Zamparini non ha intenzione di fermarsi. Preso Vazaquez, sono stati annunciati due attaccanti per gennaio. «Ma non dirò i nomi neanche sotto tortura». Uno dei due dovrebbe comunque essere lo svedese Mehmeti. Ma a proposito di mercato si parla anche in funzione di quello che c’è già in casa. Il nome più caldo è quello di Ilicic.«Ho rifiutato per lui a giugno un’offerta di 15 milioni da una squadra russa. Non potevo disfare la squadra. Non ho mai detto a nessuno dei miei che lui deve giocare. Ho solo detto che se è in forma, può fare la differenza. Anche perché nel dopo Liverani non abbiamo una mediana di grande qualità».

Carezza a Cassano. Infine un pensiero per Antonio Cassano.«È il più grande talento italiano degli ultimi tempi, uno che avrei portato volentieri a Palermo e con il quale sarei andato d’accordo. Ero felice quando ho letto che si tratta di una sciocchezza che si risolverà, come è successo per Hernandez. Mi fa piacere, inoltre, l’affetto degli italiani nei suoi confronti, perché hanno capito la sue genuinità, il suo essere autentico».

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