Rita Borsellino scompiglia le alleanze alla Regione

Lo stop al Terzo polo dell’eurodeputato, candidata alle primarie per sindaco di Palermo, incrina i rapporti fra Lombardo e il Pd. Ieri Lombardo ha riunito i vertici dell’Mpa a Catania. La parola d’ordine? Spaccare i Democratici

PALERMO. Lo stop di Rita Borsellino all’alleanza con il Terzo polo per le Comunali di Palermo incrina anche i rapporti fra Lombardo e il Pd. Scricchiola pure l’alleanza alla Regione, con Udc e Mpa che preparano la sfida ai democratici. La parola d’ordine è spaccare il Pd.
Ieri Lombardo ha riunito i vertici dell’Mpa a Catania. A Francesco Musotto, Giovanni Pistorio e Carmelo Lo Monte il presidente ha illustrato un piano per mettere in campo su Palermo un candidato «con una storia limpida, una concreta esperienza amministrativa e dotato dell’imprescindibile competenza necessaria per governare una città come Palermo». Sarà un uomo senza tessere «in grado di promuovere la convergenza di moderati, riformisti, autonomisti e movimenti della società civile». È la svolta con cui Lombardo chiama a sè quanti nel Pd non si riconoscono nella svolta a sinistra della Borsellino. Cracolici, dopo la conferenza stampa della Borsellino, si è affrettato a dire che la sorella del magistrato non interpreta la linea del partito e che lui non sosterrà candidati che non lavorino per l’asse Pd-terzo polo. E ancora più dubbi sulla Borsellino sta maturando Lumia: «Bisogna confrontarsi con Rita e convincerla che la sfida che la attende necessita della più larga maggioranza possibile. Continuo a lavorare per l’alleanza fra Pd e terzo polo».
Il nome sul taccuino di Lombardo per ora è quello dell’assessore alla Salute, Massimo Russo, che ha anche un’estrazione personale simile a quella della Borsellino. Ed è in vantagio su Caterina Chinnici e Gaetano Armao. È una strategia che piace ai finiani. Per Nino Lo Presti «serve una candidatura credibile, che potrebbe venire anche da primarie del terzo polo allargate alla società civile. E mi auguro che Cracolici e Lumia, che spingevano per un salto di qualità della politica senza barricate ideologiche, mostrino ora lo stesso coraggio che ha avuto Fini nei confronti del Pdl. Abbandonino un partito ormai morto per costruire una realtà nuova e volare alto». Non a caso Lo Presti mette fra i candidabili anche l’ex prefetto di Palermo, oggi assessore regionale, Giosuè Marino, considerato vicino a Lumia. Nei piani del terzo polo e di Lombardo a questo punto le Amministrative e la scelta della Borsellino potrebbero essere la leva su cui spaccare il Pd e creare alla Regione quel polo nuovo e trasversale che era stato l’obiettivo anche di Gianfranco Miccichè ai tempi dell’alleanza con l’Mpa. Nell’attesa Giampiero D’Alia, leader dell’Udc, ritiene che «il terzo polo ha mani libere nelle alleanze nei 120 Comuni chiamati al voto» e chiede a Lombardo di «riportare d’attualità il tema di una giunta politica alla Regione, perchè non bisogna restare alleati di un partito che succhia incarichi e poi è contro di noi alle elezioni».
Sul fronte interno la Borsellino deve comunque superare le primarie. Ed è possibile che gli avversari interni al Pd si muovano proprio in quella sede: sarebbe il piano B rispetto al sostegno a un candidato del terzo polo. A caldo la Borsellino non ha nascosto di temere «l’inquinamento delle primarie». E ieri anche Pino Apprendi, che ancora non ha commentato la scelta del partito, ha auspicato che venga nominato «un gruppo per gestire le primarie con lealtà e trasparenza. Dobbiamo evitare infiltrazioni di votanti non disinteressati». Oggi in campo ci sono già anche il «rottamatore» Davide Faraone, Ninni Terminelli (vicino a Cracolici) e Fabrizio Ferrandelli spinto dai movimenti civici. E Orlando non ha ufficialmente sciolto il nodo del sostegno alla Borsellino.



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