Al Barbera non si passa: Lecce battuto 2 a 0

Gli uomini di Mangia agguantano la quarta vittoria su quattro giocate in casa. Decisive le reti, una per tempo, di Pinilla (su rigore) e di Abel Hernandez

PALERMO. Il Palermo torna a casa e risorge. Quarta vittoria su quattro per la squadra di Devis Mangia in casa in questo campionato. Per i rosanero in questo momento l’aria del Barbera e le coccole dei suoi tifosi sono fondamentali per proseguire la loro marcia. Lo sono stati anche stasera per battere il Lecce. Due gol, uno per tempo firmati Pinilla-Hernandez, sono bastati per stendere la squadra di Di Francesco. E stasera non è servito neanche il miglior Palermo per battere un Lecce forse ancora stordito dalla rimonta shock subita in casa quattro giorni fa dal Milan. I rosa, infatti, non hanno neanche dovuto mai premere sull’acceleratore.


I ritmi sono stati sempre controllati e il Lecce ha badato di più a non prenderle senza mai osare anche quando è stato sotto di un gol. Anche per questo motivo, non si può certo dire che siano fioccate le azioni da gol. Si gioisce, dunque, principalmente per la vittoria. L’avversario modesto è servito, infatti, a non evidenziare alcune ombre che sono comunque emerse nel 4-3-1-2 riconfermato da Mangia dopo la partita di Roma. Il 4-4-2 è andato in soffitta per il momento, ma il centrocampo a tre con Migliaccio, Barreto e Acquah non ha convinto molto per costruzione di gioco. A dimostrazione di ciò, basta ricordare i troppi palloni passati tra i piedi di Migliaccio specialmente nel primi tempo. Si aspetta di costruire una statua al numero 8 rosanero, stasera capitano, ma fare partire l’azione a centrocampo non è il suo mestiere. Da rivedere anche la coppia Hernandez-Pinilla, nonostante siano stati loro due a firmare i tre punti, con l’uruguaiano spesso impreciso nei controlli e negli appoggi. Come nota lieta, invece, c’è da segnalare un Ilicic ispirato. Dai suoi piedi partono le trame più interessanti. Lo sloveno, inoltre, ha ritrovato il coraggio di tirare che aveva un po’ perso per strada negli ultimi tempi. Il pubblico ha riconosciuto la sua crescita e lo ha applaudito al momento dell’uscita dal campo.



Come c’era da aspettarsi a inizio gara è il Palermo a fare la partita, anche se in un paio di occasioni è il Lecce con due tiri da fuori, con Piatti e Corvia, a creare le occasioni migliori e a spaventare Tzorvas. Ma una bella combinazione tra Pinilla e Hernandez al 28’fa nascere l’azione che sblocca il match, con Abel che, entrato in area, ruba il tempo a Tomovic che lo stende. Rigore. Dal dischetto si presenta Pinilla che batte sicuro Benassi, portando i rosa i vantaggio. Da qui alla fine il Palermo al 42’ costruisce la più bella azione del primo tempo con Acquah che a botta sicura va però a impattare sulle maglie giallorosse. Questi, dunque, gli unici lampi di una prima frazione comunque non scintillante.



Il secondo tempo inizia subito con un cambio. Zahavi entra al posto di Pinilla. Buono l'impatto sul match dell’israeliano che si va a sistemare come seconda punta al fianco di Hernandez. Il Palermo, però, balbetta dietro, soffrendo l’iniziativa degli ospiti e non riuscendo a pungere in contropiede. Mangia, allora, sceglie per la mossa Miccoli. Il capitano entra al 67’ al posto di un Ilicic, la cui prova è comunque da considerarsi positiva. Tre minuti più tardi, invece, è anche il turno di Bacinovic che entra al posto di Acquah. Ed è proprio il numero 21 sloveno a recuperare sulla trequarti avversaria il pallone giusto che fa partire il contropiede che porta al 2-0. A condurlo sono Hernandez e Zahavi. Il triangolo si chiude e Abel fredda Benassi. Parte ancora dai piedi di Bacinovic al 78’ l’azione che potrebbe portare al 3-0, ma Miccoli apre troppo la mira e spara fuori di poco davanti a Benassi. A provare a dare la scossa agli ospiti ci prova soprattutto Cuadrado, che però difetta di mira sotto porta.



Non succede più nulla e per il Palermo arrivano tre punti che lo fanno salire a quota 13 in classifica, portandolo in una posizione tranquilla, in una classifica che resta comunque cortissima. Il Palermo, infatti, a metà della fascia sinistra è a soli tre punti dalla vetta. I rosa, però, al momento guidano la speciale classifica delle partite casalinghe. E domenica sarà impegnato proprio nello scontro diretto per difendere questo primato. Si andrà in casa dell’Udinese, che in casa le ha vinte tutte, ma ne ha giocato tre rispetto alle quattro del Palermo. È ora, come dice il tecnico Mangia di dare un senso ai soldi spesi per le trasferte.

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