Terremoto in Turchia, si stimano tra 500 e 1000 morti

Lo riferisce l'osservatorio di Istanbul. Il terribile sisma, di magnitudo 7.2, nella città di Van, nella provincia orientale del paese euro-asiatico

ANKARA.  Un terremoto di magnitudo 7.2 ha  colpito oggi l'est della Turchia, nella zona del lago di Van,  causando decine di morti e centinaia di feriti. Ma il bilancio  finale sarà decisamente più drammatico: si temono oltre mille  vittime ed alcuni esperti citano cifre ancora più devastanti. Nella provincia montagnosa al confine con l'Iran, una zona  sismica come tutta la Turchia già devastata in passato da  disastrosi terremoti, sono crollati decine di edifici e in  serata si scava nel tentativo di salvare gente intrappolata  sotto le macerie. Si tende ad escludere che possano esserci  italiani fra le vittime.    


La scossa principale è avvenuta poco dopo le 13:30 locali  con un epicentro localizzato a 17 chilometri di Van, città di  quasi 380 mila abitanti. Il panico della gente è stato  accresciuto da oltre 70 scosse di assestamento, di cui due di  magnitudo 5.6 nell'arco di un'ora e una da 5,1 ancora in serata.  Il vicepremier turco Besir Atalay ha riferito che il sisma ha  abbattuto circa dieci edifici a Van e tra i 25 e i 30 nella  vicina di Ercis, dove però giornalisti hanno contato  un'ottantina di palazzi e case distrutte. Da Istanbul,  l'Istituto sismologico "Kandilli" ha stimato in mille gli  edifici danneggiati.     I crolli hanno fatto ipotizzare al Kandilli "tra 500 e  mille" il numero dei morti: nell'ospedale di Ercis, così  danneggiato che si curano i feriti in giardino, vengono  segnalati più di cento cadaveri. Le autorità locali parlano di  "molti morti e feriti". Questi, sempre nel solo ospedale di  Ercis, secondo alcuni fonti sono 405. Il bilancio delle vittime,  almeno secondo calcoli teorici dell'Istituto nazionale di  geofisica e vulcanologia italiano (Ingv), potrebbe però  arrivare addirittura anche a diecimila morti. I sismologi turchi  ricordano spesso la qualità inadeguata di molti edifici del  paese e soprattutto della sua parte più depressa, quella  orientale dove si trova Van.    


Offerte di aiuto sono subito giunte fra l'altro da Nato,  Cina, Giappone, Usa (il presidente Obama ha detto di seguire  l'evento "con grande preoccupazione") e anche da Israele  nonostante la crisi diplomatico-militare che la contrappone ad  Ankara. Il presidente turco Abdullah Gul ha però declinato  l'offerta del collega israeliano Shimon Peres (e si dice anche  tutte le altre), mentre il ministero degli esteri ha precisato  di non avere fatto ancora nessuna richiesta di assistenza  internazionale.  La Turchia, attraversata da pericolosissime faglie, era già  stata colpita nel 1999 due terremoti uccisero più di 20 mila  persone nel nord-ovest e la provincia di Van aveva patito per un  terremoto che nel novembre 1976 causo più di 5.000 vittime.    


Il premier turco Recep Tayyip Erdogan si è portato sul posto  dove sono in azione e, stanno confluendo, squadre di soccorso  della Protezione civile e Mezzaluna rossa islamica. Sulle tv  turche però spiccano soprattutto semplici cittadini che si  affannano sulle macerie di edifici crollati, tra cui uno di otto  piani. Si scava soprattutto con le mani per cercare di tirare  fuori le persone intrappolate, in serata alla luce di  fotoelettriche e tra urla strazianti di chi è sotto le macerie.  A 1.750 metri di quota, la temperatura è già vicina allo  zero e a migliaia si apprestano a trascorrere la notte  all'addiaccio. L'unica famiglia italiana segnalata come  residente a Van ha l'appartamento inagibile e ha trovato  alloggio in un albergo della zona: i tre (padre, madre e figlia  di origine toscane, ma non si conosce l'identità esatta)  fuggendo in auto hanno visto palazzi crollare e hanno potuto  dire che "siamo stati miracolati".     Si esclude che possano essere coinvolti altri italiani dato  che il lago di Van, noto per i suoi unici gatti nuotatori, è  meta di un turismo solo di nicchia. Nella confinante provincia  di Hakkari, poco più a sud, è poi in corso da quattro giorni  l'operazione di terra delle Forze armate turche contro i  terroristi curdi del Pkk. 

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