Alfano: nel Pdl primarie per tutti

Il segretario del partito: daremo la possibilità ai militanti "di eleggere i leader cittadini e provinciali" perché "non ci saranno più nomine cadute dall'alto"

ROMA. Niente più "signori delle tessere e niente più deleghe". Il Pdl che verrà, secondo Angelino Alfano, dovrà essere "un grande partito alternativo alla sinistra, interclassista e vicino ai problemi della gente". E darà, come spiega in un' intervista al Mattino, la possibilità ai militanti "di eleggere i leader cittadini e provinciali" perché "non ci saranno più nomine cadute dall'alto".
Quanto ai coordinatori regionali, invece, c'é una discussione interna, visto che lo statuto prevede al momento la nomina da parte del presidente (Berlusconi), ma "ce ne occuperemo in ambito nazionale, nei prossimi mesi".
Intanto bisogna andare avanti con l'azione di governo, a partire dalle misure per rilanciare la crescita: non ci sarà, spiega il segretario del Pdl, "un solo provvedimento, saranno più d'uno e l'avvio sarà dedicato alle infrastrutture e alla sburocratizzazione". Ed "entro la fine del mese" il primo sarà presentato. Quanto ai richiami dell'Europa, per Alfano "nell'Unione stanno rinascendo gli egoismi nazionali. Invece noi, che siamo europeisti convinti, abbiamo una certa difficoltà a fare notare quanto il nostro sistema industriale sia migliore di altri, così come la solidità delle banche italiane forti del risparmio delle famiglie. Senza dimenticare la capillare rete di piccole e medie imprese". Il problema italiano resta quello "del debito pubblico". L'obiettivo finale "non può che essere quello di ridurre il debito e liberare risorse per sostenere lo sviluppo. Questa sarà la linea politica condivisa della maggioranza".

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