Inchiesta festini: chiesti 70 anni per 9 imputati

Gli imputati sono accusati di un maxi traffico di stupefacenti tra il Sudamerica, l'Olanda, la Spagna e la Sicilia. Coinvolta anche l'ex assistente parlamentare Perla Genovesi, che ha parlato del business della droga e ha fatto ai magistrati anche il nome di una escort che avrebbe partecipato a incontri hard col presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

PALERMO. I pm di Palermo Marcello Viola e  Gery Ferrara hanno chiesto, complessivamente, pene per 70 anni  di carcere per nove persone accusate di un maxi traffico di  stupefacenti tra il Sudamerica, l'Olanda, la Spagna e la  Sicilia. Tra gli imputati anche l'ex assistente parlamentare  Perla Genovesi, che ha parlato del business della droga e ha  fatto ai magistrati anche il nome di una escort che avrebbe  partecipato a festini hard col presidente del Consiglio Silvio  Berlusconi: per lei i magistrati hanno chiesto 6 anni e 8 mesi.    Questa parte dell'inchiesta è stata trasferita per competenza  a Milano.   


Per il decimo imputato - Paolo Boninsegna - la Procura ha  chiesto il non doversi procedere perché gia giudicato per gli  stessi fatti con sentenza definitiva.    La Genovesi ha rivelato ai magistrati gli affari  dell'organizzazione criminale di trafficanti e spacciatori di  cui faceva parte e che ruotava tutta attorno a Paolo Messina, ex  impiegato comunale di Campobello di Mazara (Trapani) con  parentele "eccellenti" - un cugino è favoreggiatore del boss  latitante Messina Denaro - e con grossissime disponibilità di  droga a poco prezzo. Genovesi e Messina si sarebbero conosciuti  in una discoteca dell'Emilia Romagna. Sarebbe stato lui a  introdurla nel business. La disponibilità di fiumi di polvere  bianca e i rapporti con la politica avrebbero consentito  alla donna di stringere relazioni con personaggi importanti.   


Nel corso del processo è venuto fuori che Messina, processato  separatamente e già condannato definitivamente per un altro  traffico di droga, ha minacciato la Genovesi cercando di  costringerla a ritrattare e ad accusare i pm di averla indotta a  rivelare particolari sull'organizzazione.     La pena più alta (12 anni e 8 mesi) è stata chiesta per  Giovanni Pedemonti. Nove anni sono stati chiesti per Andrea  Zatelli, otto per Federico Ronch, sei anni e otto mesi per  Girolamo Barbera e Vito Faugiana, quattro e quattro mesi per  Raffaele Manna, quattro e quattro mesi, otto per Saverio Loria e  otto per Vito Lo Zito.    Il processo, che si celebra in abbreviato davanti al gip  Fernando Sestito, è stato rinviato per le conclusioni dei  difensori. 

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