Ingroia: prima impresa eco mafiosa

Il procuratore aggiunto di Palermo: “È la prova che le cosche sono alla continua ricerca di nuovi ambiti in cui investire”

PALERMO. "Siamo davanti alla prima impresa eco-mafiosa: finora era stata la camorra a mostrare interesse all'attività di smaltimento illecito dei rifiuti. Con questa indagine è venuto fuori il primo business di Cosa nostra in questo settore. Un dato che conferma i sospetti degli inquirenti e che costituisce la riprova che le cosche sono alla continua ricerca di nuovi ambiti in cui investire". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, commentando l'operazione dei carabinieri del Noe che ha portato all'emissione di tre misure cautelari a carico del boss Giuseppe Liga - il provvedimento gli è stato notificato in carcere perché è detenuto - e di Amedeo Sorvillo e Agostino Carollo, amministratore e gestore della Euteco, l'impresa del capomafia che eseguiva lavori in appalto per conto dell'Enel.   
Dall'indagine è emerso che l'azienda si aggiudicava le opere di elettrificazione potendo fare prezzi molto competitivi abbattendo i costi di smaltimento dei rifiuti speciali che venivano interrati. "L'impresa - ha aggiunto Ingroia - oltre a inquinare l'ambiente, inquinava l'economia alterando le regole della libera concorrenza". Il magistrato ha ribadito infine che "senza le intercettazioni l'indagine non sarebbe stata possibile". "Speriamo - ha concluso - che questo strumento resti com'é".

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