Smog a Palermo, i giudici: l'amministrazione Cammarata tentò di limitarlo

Ecco le motivazioni della sentenza di assoluzione con cui il sindaco e due assessori sono stati scagionati dal reato di omissione di atti d'ufficio

PALERMO. Il fenomeno dell'inquinamento a Palermo, come in tutte le altre grandi città, "può essere efficacemente aggredito solo con politiche coordinate di lungo periodo". L'amministrazione comunale, comunque, si mosse per fare fronte al problema.
Nonostante un comportamento non collaborativo della cittadinanza e le scarse risorse economiche a disposizione. E' un'assoluzione a 360 gradi quella contenuta nelle circa 200 pagine di motivazione scritte dai giudici della terza sezione del tribunale di Palermo che, a luglio, hanno scagionato dal reato di omissione di atti d'ufficio il sindaco della città Diego Cammarata e gli ex assessori all'Ambiente Lorenzo Ceraulo e Giovanni Avanti, attuale presidente della Provincia.
Per l'accusa, che aveva chiesto pene comprese fra i 2 anni e i 2 anni e dieci mesi, gli amministratori non avrebbero adottato provvedimenti idonei a contrastare lo smog che per anni aveva superato i limiti previsti dalla legge. In diritto, i giudici, però, contestano la decisione dei pm di imputare l'omissione di atti d'ufficio, reato solo doloso, e configurabile quando l'amministratore non compie atti obbligatori e non discrezionali come quelli relativi al contrasto dell'inquinamento che, a dire del collegio, non sono sindacabili dall'autorità giudiziaria.
Nella sentenza il tribunale elenca tutte le misure adottate dall'amministrazione per contrastare l'emergenza inquinamento: tra tutte le zone a traffico limitato e le cosiddette targhe alterne. Provvedimenti, non sufficienti o risolutivi, ma comunque avversati dalle associazioni di categoria che, dicono i giudici, hanno "fatto quadrato per contrastarle". Infine la sentenza definisce "palesemente artificiosa" la costruzione della Procura. Il pm che sostenne l'accusa in giudizio Geri Ferrara sta valutando se ricorrere direttamente in Cassazione, saltando l'appello, visto che la sentenza sostiene argomentazioni prevalentemente giuridiche.

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