Regione, dipendenti in piazza: basta a sprechi

In mille davanti alla Presidenza per la protesta organizzata da Cobas/Codir. Il sindacato autonomo, che rappresenta il maggior numero dei 18 mila regionali, contesta "la politica delle consulenze e degli sprechi" del e chiede la riapertura delle trattative per il rinnovo del contratto

PALERMO. Sono poco meno di un migliaio, secondo il Cobas/Codir, i dipendenti regionali che stanno manifestando davanti Palazzo d'Orleans, sede della Presidenza della Regione siciliana. Il traffico davanti il palazzo è paralizzato, mentre la polizia ha effettuato un cordone a protezione del portone.
Il sindacato autonomo, che rappresenta il maggior numero dei 18 mila regionali, contesta "la politica delle consulenze e degli sprechi" da parte del governo di Raffaele Lombardo e chiede la riapertura delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro per il biennio 2008-2009.
A Palermo sono giunti lavoratori provenienti da diverse parti della Sicilia, con pullman e mezzi privati. In piazza ci sono lavoratori delle Sovrintendenze, del Genio civile, delle Motorizzazioni, dei musei, delle biblioteche regionali, degli ispettorati e degli uffici del lavoro, dei Consorzi per le aree industriali, dell'Ersu, degli assessorati. Alla protesta si è unito anche un gruppo di regionali in servizio proprio a Palazzo d'Orleans.
Tra il governo e il Cobas/Codir da alcune settimane è in corso un braccio di ferro. Il sindacato ha presentato un esposto alla Procura della Corte dei conti per danno erariale nei confronti dei vertici del governo regionale "che hanno consentito e consentono ancora oggi di dare incarichi esterni ad amici e parenti in spregio e a danno delle professionalità presenti nella pubblica amministrazione, nonché di tutti i contribuenti siciliani". Il sindacato inoltre ha denunciato l'Azieda sanitaria provinciale di Siracusa per non avere pubblicato, come prevede la legge sulla trasparenza, la consulenza data a Manlio Averna, marito dell' assessore alle Autonomie locali, Caterina Chinnici.
Il Cobas/Codir ha anche citato per diffamazione il governatore Lombardo perché avrebbe criticato le denunce del sindacato sugli "altissimi costi dell'ufficio di Bruxelles, l'assunzione senza alcuna selezione pubblica della figlia di un dirigente generale e l'invio, da oltre un anno, presso la capitale belga di un giornalista con stipendio da dirigente del corpo diplomatico".

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